Nord America

Las Vegas: Nra apre a regolamentazione kit che potenzia armi

E' la potente lobby delle armi negli Usa. Casa Bianca plaude a impegno contro accessorio armi. Killer puntava a megafestival rock Chicago

Redazione Ansa

Il presidente americano Donald Trump annuncia che l'amministrazione Usa sta considerando se l'accessorio ('bump stock') usato nella strage di Las Vegas per potenziare le armi semiautomatiche debba essere vietato. "Esamineremo la cosa a breve", ha assicurato. Ieri la National Rifle Association (Nra), la potente lobby delle armi negli Usa, ha chiesto al governo federale di verificare se il 'bump stocks", sia a norma di legge o se invece debba essere oggetto di ulteriore regolamentazione. Una mossa che denota di fatto l'apertura a ulteriori regolamentazioni. E che la Casa Bianca ha pprezzato, plaudendo gli sforzi bipartisan, e della stessa Nra (la piu' potente lobby Usa sulle armi), per affrontare la questione dell'uso dell' accessorio.

Gli investigatori stanno indagando intanto sulla possibilità che l'autore della strage di Las Vegas avesse pianificato più attacchi, anche con autobomba. Le autorità americane hanno trovato la seconda auto che stavano cercando nell'ambito delle indagini sulla strage di Las Vegas: la vettura é stata trovata martedì in una casa dell'autore del massacro - Stephen Paddock - a Reno, nello Stato del Nevada.

Due mesi prima di compiere la strage di Las Vegas, Stephen Paddock aveva prenotato al Blackstone Hotel Chicago due camere con vista sul palco principale del mega festival rock Lollapalooza, uno dei maggiori a livello mondiale, cui quest'anno hanno partecipato circa 400 mila persone, tra cui Malia Obama, la figlia maggiore dell'ex presidente Usa. Lo scrive Tmz, senza citare fonti. Potrebbe essere l'indizio che Paddock stava pianificando un massacro da mesi.

L'autore della strage di Las Vegas aveva affittato una stanza anche in un altro hotel in contemporanea con un festival di musica tenutosi il 22-24 settembre. Lo sceriffo locale non esclude che Paddock abbia avuto complici. Nella sua auto sono stati trovati 1.600 caricatori e 22 km di esplosivo. Probabilmente voleva fuggire dopo la strage: ha sparato 200 colpi contro una guardia che si è avvicinata alla stanza.

L'autore del massacro di Las Vegas chiese una stanza ad un piano alto del Mandalay Bay Hotel e con vista sul concerto, stando a documenti consegnati agli inquirenti di cui una fonte ha preso visione. Lo scrive la Associated Press. Stephen Paddock chiese la suite con due stanze al 32/mo piano quando arrivo' giovedi', ma la stanza non era disponibile prima di sabato, vi si trasferi' quindi allora e gratuitamente, in quanto era considerato un buon cliente che puntava decine di migliaia di dollari al casino'.

La compagna del killer di Las Vegas, non sapeva nulla circa i piani di Stephen Paddock di compiere un massacro. Lo afferma l'avvocato della donna che in queste ore è sotto interrogatorio dell'Fbi.

Trump a Las Vegas incontra alcuni dei 500 feriti della strage del concerto. I morti sono saliti a 59. Le indagini, intanto, faticano. L'Fbi ha interrogato la compagna del killer, rientrata negli Usa dalle Filippine. Gli inquirenti hanno accertato che Paddock accumulava armi dal 1982, solo l'anno scorso ne aveva acquistate 33, ne aveva manomesse 12 per sparare in automatico, cosa che ha fatto dalla sua stanza d'albergo sulla folla per 11 minuti.

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Trump ha incontrato i sopravvissuti, li ha invitati alla Casa Bianca, ha lodato i medici e i servizi di soccorso e ha ripetuto che il killer era "un uomo malato, una persona demente".

Intanto emergono dettagli sempre più inquietanti sulla furia ma al tempo stesso con la minuzia con cui il killer ha agito: ha sparato per almeno 9-11 minuti dopo la prima chiamata al 911, il 112 americano. Prima telefonata arrivata alla polizia alle 22.08 di domenica sera, ora locale. Le autorità hanno inoltre diffuso il video della telecamera in dotazione a un agente che mostra il caos nei primi momenti della sparatoria. "Ci stanno sparando addosso", gridano alcune persone. "Andate via!", urla il poliziotto, mentre in sottofondo si sentono gli spari. Si apprende intanto inoltre che Paddock ha manomesso 12 armi semiautomatiche con un dispositivo chiamato 'bump stock' che gli consentiva di sparare come fossero automatiche. Aveva circa 50 armi in tre diversi posti. Emergono immagini e fotografie della stanza al Mandalay Hotel da cui ha fatto fuoco: ci sono armi ovunque. Sono nella vasca da bagno, per terra, la moquette cosparsa di bossoli. Probabilmente parte di quell'arsenale che l'uomo metteva insieme da anni, dal 1982 per la precisione, mentre soltanto durante lo scorso anno aveva acquistato 33 armi in cinque Stati diversi, stando alla Cbs che cita fonti informate. Nella sua auto aveva 1.600 caricatori di munizioni e diversi contenitori di un esplosivo usato comunemente al tiro al bersaglio per un totale di oltre 22 kg. Lo ha riferito lo sceriffo locale Joseph Lombardo, in una conferenza stampa di aggiornamento sulle indagini.

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Stephen Paddock intendeva sopravvivere e scappare: lo ha detto lo sceriffo locale Joseph Lombardo in una conferenza stampa di aggiornamento sulle indagini, senza tuttavia chiarire come. 

Dopo la strage di domenica scorsa, gli hotel di Las Vegas -ma non e' escluso che accada a livello nazionale- stanno prendendo in considerazione la possibilita' di adottare metal detector come misura di sicurezza. Lo riferisce il Las Vegas Review Journal, sottolineando - che già due alberghi-casino' su 'Sin City', Il Wynn e l'Encore, hanno cominciato a controllare clienti e avventori utilizzando metal detector portatili e ispezionando le borse. L'ipotesi di usare i metal detector negli alberghi ha pero' sollevato perplessità nel settore dell'ospitalità in quanto e' considerata una misura invadente e potrebbe significare una violazione della privacy dei clienti. In generale, i casino' di Las Vegas si avvalgono di sicurezza privata ma ciò non ha impedito al killer, Stephen Paddock, di registrarsi al Mandala Bay portando con se' un arsenale di armi.

 

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