A rilevarlo è una ricerca Finish, realizzata con Ipsos su un campione rappresentativo di 1.000 individui e diffusa in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, in programma il 22 marzo. Con lo studio si ritiene in particolare che "la scarsa preoccupazione degli italiani per l'acqua nasce anche dall'errata percezione dei reali consumi di una famiglia".
Si ritiene in particolare
che in media una famiglia consumi poco più di 100 litri al
giorno mentre in realtà il consumo per uso civile di acqua in
Italia è di 220 litri pro capite al giorno. A questo dato si
aggiunge - spiegano i ricercatori - che, nonostante ci sia una
sempre più diffusa consapevolezza di nuove e migliori pratiche
utili a ridurre il consumo di acqua, i comportamenti dei
cittadini italiani nei confronti della sua scarsità continuano a
non essere correttamente indirizzati.
Tra le cause principali del fenomeno emerge il fatto che tra
le tematiche ambientali la scarsità d'acqua viene legata alla
stagionalità in specifiche zone del Paese e viene posta in
secondo piano rispetto ad altri elementi come la gestione dei
rifiuti, l'inquinamento della plastica nei mari e l'inquinamento
dell'aria. Per cambiare il comportamento di tutti verso
abitudini più sostenibili Finish lancerà "Acqua nelle nostre
mani", progetto nato all'interno di Reckitt Benckiser, azienda
operante nella produzione di beni di largo consumo. (ANSA).