TORINO - Dopo la prima, nel 1996, è quasi sicuramente l'edizione più attesa per il Salone del Gusto, organizzato dal 22 al 26 settembre da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino.
Anzi, per 'Terra Madre Salone del Gusto' perché la rete mondiale delle Comunità del Cibo (Terra Madre, appunto) viene prima, nel programma e nelle intenzioni, dello stesso Salone, che è pure ricco, oltre che di una parte commerciale, di attività divulgative ed educative. E saranno oltre 5.000 i delegati, in rappresentanza di 500 comunità, in arrivo da 143 paesi di tutto il mondo, ospitati da oltre 700 famiglie.
L'edizione 2106 infatti lascia il polo fieristico del Lingotto ed i suoi padiglioni al coperto e si diffonde in città, dal Valentino al centro storico, da San Salvario ai musei. Lungo viali, nelle strade, nelle piazze, oltre che in sedi auliche, teatri e musei, luogo di conferenze e incontri.
Tra i grandi numeri della kermesse, il 20, quanti sono gli anni trascorsi dalla prima edizione, il 30, come gli anni dalla nascita di Slow Food.
Il tema di Terra Madre Salone del Gusto è 'Voler bene alla terra', una frase che "racchiude in sé - spiega Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e presidente internazionale - il cuore delle nostre attività nel mondo. Volere bene alla terra significa prendersene cura, occuparsene con gentilezza e amore: coltivare e custodire l'ambiente deve essere il segno distintivo di questo momento".
Ci saranno 800 espositori da 100 paesi di tutto il mondo, 180 Presìdi Slow Food italiani e altri 150 internazionali, da 55 Paesi. Saranno 128 gli appuntamenti su prenotazione, tra cui 82 Laboratori del Gusto di cui 30 dedicati alvino, 15 alla birra, 8 al caffè, 8 alla pasta; 27 le lezioni della Scuola di Cucina. Oltre 400 gli chef presenti, con 300 produttori coinvolti negli appuntamenti, 180 le attività a scuole e famiglie, 184 quelle ideate dall'Università di Scienze Gastronomiche.
In collaborazione con:
Salone del Gusto