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Medicina:flebo intelligente riduce tossicita'mezzo contrasto
Studio dei ricercatori del centro Monzino
03 febbraio, 17:14 (ANSA) - MILANO, 3 FEB - Una nuova tecnologia sperimentata al
Centro Cardiologico Monzino, riduce fino al 70% l'effetto
tossico che il mezzo di contrasto, necessario per eseguire esami
e interventi cardiovascolari, puo' avere sulla funzione renale.
Si chiama 'flebo intelligente', e consiste in una pompa di infusione endovenosa controllata da computer che permette di ridurre notevolmente il tempo di permanenza del mezzo di contrasto nei reni, diminuendone gli effetti tossici.
I risultati dello studio, condotto su 170 pazienti affetti da insufficienza renale sottoposti a coronarografia, e coordinato da Antonio Bartorelli, responsabile dell'Area di Cardiologia Interventistica, e Giancarlo Marenzi, responsabile della Terapia Intensiva Cardiologica, sono appena stati pubblicati sulla rivista americana Jacc: Cardiovascular Interventions.
Circa 7 milioni di pazienti in tutto il mondo - spiega una nota del Monzino - si sottopongono ogni anno a procedure che prevedono l'uso del mezzo di contrasto a fini diagnostici o nel corso di interventi sull'apparato cardiovascolare. Di questi, tra il 15 e il 20% sono a rischio di sviluppare un grave peggioramento della funzione renale causato dal mezzo di contrasto. La malattia renale indotta dal mezzo di contrasto e' la terza causa piu' comune di insufficienza renale acuta durante i ricoveri e si associa a tassi di mortalita' significativi (fino al 35%), oltre ad accrescere le probabilita' di complicanze cardiache durante il ricovero.
La 'flebo intelligente' regola l'idratazione endovenosa del paziente con l'eliminazione dell'urina che viene aumentata in modo significativo grazie alla somministrazione di un diuretico.
E l'aumentata diuresi permette di diminuire il tempo di permanenza del mezzo di contrasto all'interno dei reni, riducendone gli effetti tossici.
''Rispetto ai trattamenti standard, quello con la flebo intelligente e' molto piu' efficace - commenta Bartorelli - si effettua un'ora e mezza prima dell'intervento e prosegue durante la procedura angiografica e nelle quattro ore successive. Questa tecnologia e' quindi destinata a diventare il trattamento standard nella prevenzione della disfunzione renale da mezzo di contrasto nei pazienti ad alto rischio''. (ANSA).
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Si chiama 'flebo intelligente', e consiste in una pompa di infusione endovenosa controllata da computer che permette di ridurre notevolmente il tempo di permanenza del mezzo di contrasto nei reni, diminuendone gli effetti tossici.
I risultati dello studio, condotto su 170 pazienti affetti da insufficienza renale sottoposti a coronarografia, e coordinato da Antonio Bartorelli, responsabile dell'Area di Cardiologia Interventistica, e Giancarlo Marenzi, responsabile della Terapia Intensiva Cardiologica, sono appena stati pubblicati sulla rivista americana Jacc: Cardiovascular Interventions.
Circa 7 milioni di pazienti in tutto il mondo - spiega una nota del Monzino - si sottopongono ogni anno a procedure che prevedono l'uso del mezzo di contrasto a fini diagnostici o nel corso di interventi sull'apparato cardiovascolare. Di questi, tra il 15 e il 20% sono a rischio di sviluppare un grave peggioramento della funzione renale causato dal mezzo di contrasto. La malattia renale indotta dal mezzo di contrasto e' la terza causa piu' comune di insufficienza renale acuta durante i ricoveri e si associa a tassi di mortalita' significativi (fino al 35%), oltre ad accrescere le probabilita' di complicanze cardiache durante il ricovero.
La 'flebo intelligente' regola l'idratazione endovenosa del paziente con l'eliminazione dell'urina che viene aumentata in modo significativo grazie alla somministrazione di un diuretico.
E l'aumentata diuresi permette di diminuire il tempo di permanenza del mezzo di contrasto all'interno dei reni, riducendone gli effetti tossici.
''Rispetto ai trattamenti standard, quello con la flebo intelligente e' molto piu' efficace - commenta Bartorelli - si effettua un'ora e mezza prima dell'intervento e prosegue durante la procedura angiografica e nelle quattro ore successive. Questa tecnologia e' quindi destinata a diventare il trattamento standard nella prevenzione della disfunzione renale da mezzo di contrasto nei pazienti ad alto rischio''. (ANSA).








