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Granada, mille e una notte nell'Alhambra

Una città in miniatura fatta di palazzi e giardini, ruscelli e fontane

14 novembre, 19:29
Granada: gli archi nel patio dei Leoni (Foto Javier Carro) Granada: gli archi nel patio dei Leoni (Foto Javier Carro)

Alta sopra la pianura di Granada, con la Collina Rossa a fargli da piedistallo, l'Alhambra è tra i massimi esempi dell'arte islamica in occidente. Città in miniatura, indipendente, si è sviluppata nel corso dei secoli partendo dall'Alcazaba medievale per assumere la sua attuale forma di vascello, con la fortezza militare a prua che punta verso il capoluogo andaluso. Due km di mura e una trentina di torri abbracciano palazzi e giardini, viali alberati, cortili, ruscelli e fontane, creando il mondo magico delle mille e una notte.

Nei 13 ettari dell'Alhambra, patrimonio Unesco, tutto è pensato per raggiungere la perfezione: dall'antica Alcazaba, la fortezza militare del IX secolo, fino ai palazzi reali nasridi, decorati con stucchi, piastrelle e  iscrizioni evocano il paradiso terrestre. Alla ricchezza ornamentale si unisce il mormorio dell'acqua, presente ovunque in fontane e laghetti contribuendo a creare un'architettura poetica che stimola l'immaginazione.

La visita parte dalla Fontana di Carlo V, opera che risponde al desiderio dei Re Cattolici di cristianizzare la città nasride dopo la Reconquista ma senza offuscarne i fasti del passato. Attraversando il bosco, all'ombra di olmi, banani e castagni d'India, si raggiunge l'Alcazaba, con le torri secolari, la Porta delle Armi, il morbido Giardino dell'Adarve e un belvedere al 360 gradi su arte, storia e paesaggio.

Tra i palazzi nasridi, il Mexuar è quello che ha subìto più trasformazioni nel corso dei secoli. Il cortile alberato di Machuca introduce alla sala principale, con i soffitti lignei i capitelli cesellati e uno zoccolo in piastrellatura moresca del XVI secolo. Le aree più affascinanti sono la ricchissima Facciata di Comares e la Stanza Dorata, che si apre sul bosco attraverso una finestra gotica e mostra un soffitto dorato a travi angolari.

Attiguo al Mexuar è il Comares, che rappresenta il nucleo più importante dell'Alhambra. Dominato all'interno dal Patio de los Arrayanes, placido e maestoso con il suo specchio d'acqua che riflette la facciata, dà accesso al Salone degli Ambasciatori, centro simbolico del potere nasride e avvolto da un soffitto creato con oltre 8 mila pezzi sovrapposti di legno di cedro. Altra meraviglia è il Cortile dei Leoni, il nucleo della casa privata del sultano. Assomiglia a un bosco di colonne dorate, in marmo d'Almeria, che dividono archi talmente cesellati da sembrare fatti di merletto. Tutto intorno  le sale private del Sultano e delle sue spose, che si affacciano sul giardino interno secondo l'idea musulmana del paradiso.

Poco distante dall'Alhambra merita una visita il Generalife, anch'esso patrimonio Unesco. Tenuta in cui si ritirava il re di Granada nei periodi di riposo, è immersa in giardini rigogliosi in cui passeggiare seguendo i ciottoli bianchi e neri dei mosaici che delineano i sentieri.

Informazioni: www.alhambra-patronato.es.

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