Regione Campania, la riforma è oggi

Cambia la macchina amministrativa, entro fine legislatura anche il decentramento

25 novembre, 21:37
Il Consiglio regionale della Campania presieduto da Paolo Romano Il Consiglio regionale della Campania presieduto da Paolo Romano
Regione Campania, la riforma è oggi

L'obiettivo e' di ridurre gli sprechi, assicurare maggiore efficienza, ma anche trasferire funzioni e competenze alle amministrazioni locali. La Regione Campania punta su questo. E lo fa attraverso due strumenti che ha deciso di mette in campo: il nuovo ordinamento amministrativo, recentemente approvato della Giunta regionale su delega del Consiglio, e il decentramento delle funzioni a Province, Comuni e Comunità montane.

Strumenti per una Regione nuova che, come spiega il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, ''si presenta oggi con un'organizzazione più sobria, destinata ad agire nella sua mission di governo con la massima efficacia, risparmiando importanti risorse, razionalizzando e ottimizzando il lavoro della dirigenza e del personale''.

Tutto molto più snello quindi. La riduzione della struttura organizzativa, rispetto a quella vecchia, e’ addirittura del 50%. La Regione del futuro poggia infatti le sue basi su 5 Dipartimenti, 15 Direzioni generali e 4 Uffici speciali. Quasi del tutto sparito il vecchio carrozzone che in passato comprendeva oltre 500 strutture. E tra le novità previste, anche un organismo indipendente di valutazione del lavoro della Giunta, il recepimento, in accordo con l'Ordine dei giornalisti della Campania, della legge in materia di comunicazione istituzionale nella pubblica amministrazione e, infine, per consentire alla dirigenza di dedicarsi esclusivamente alla programmazione, alla pianificazione e al controllo dell’attività politico-istituzionale, l'introduzione di ‘super-esperti’ reperiti all’interno dell’amministrazione con funzioni a metà tra i dirigenti e i funzionari.

Un'organizzazione che, come dice il presidente del gruppo consiliare del Pdl, Fulvio Martusciello, ''chiude una fase ventennale e ne apre una totalmente nuova'' proiettando la Campania ''verso il futuro e verso un funzionamento basato su criteri aziendali''.

E se per la riforma dell'ordinamento è già arrivata l'approvazione in Giunta e parte ora la fase attuativa, per il decentramento amministrativo la discussione è invece ancora aperta. Sono infatti al vaglio delle commissioni competenti diverse ipotesi di legge. Proposte della maggioranza, dell'opposizione, di singoli consiglieri oltre allo schema elaborato dal Governo regionale. Alla base di questa nuova riforma, la volontà di trasferire una serie di competenze alle amministrazioni locali in modo da ridurre drasticamente la spesa, diminuire gli intoppi burocratici e, soprattutto, lasciare alla Regione il solo ruolo di programmazione e indirizzo politico.

E in Consiglio regionale emergono idee innovative, ma anche qualche perplessità. Il presidente del gruppo consiliare Nuovo Psi - Caldoro presidente, Gennaro Salvatore, parla della ‘‘più massiccia riorganizzazione della macchina amministrativa dagli anni ‘70 ad oggi’’. Per il presidente consiliare del Gruppo misto, Carmine Sommese, la riorganizzazione della Regione migliorerà la ‘‘cosa pubblica’’ trasformandola in ‘‘casa pubblica’’. Il Pd invece ha presentato una proposta di legge che, spiega il presidente del gruppo consiliare Giuseppe Russo, punta a ''razionalizzare il decentramento amministrativo e lavora nel solco di esperienze internazionali che con il rafforzamento della dimensione di comunità danno una risposta alla globalizzazione''. Secondo il presidente del gruppo consiliare Unione di centro, Luigi Cobellis, con la ristrutturazione degli uffici regionali emerge, pero’, ''un eccesso di presidenzialismo dovuto a un'impostazione leaderistica della politica''. Ristrutturazione che il presidente del gruppo consiliare dell'Idv, Edoardo Giordano, boccia in toto, senza appello. Il presidente del gruppo consiliare Noi Sud - Libertà e Autonomia, Sergio Nappi, sottolinea l’importanza di questa riforma, ma, ''senza polemizzare'' evidenzia anche qualche aspetto che ''meritava un ulteriore approfondimento''. E se per il presidente dei Socialisti europei, Gennaro Oliviero, il decentramento è ''una chimera'', il presidente del gruppo Popolari-Udeur, Ugo de Flaviis, lancia un appello per superare le divisioni e accelerare i tempi di approvazione per questa riforma.

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