Cileno ucciso, il vigile indagato per omicidio volontario
Pm: ha sparato alla schiena. La difesa: non è Rambo, è legittima difesa
15 febbraio, 17:48
(di Igor Greganti)
MILANO - Omicidio volontario. E' questa la grave accusa contestata dalla Procura all'agente di polizia locale, Alessandro Amigoni, che ieri a Milano, durante un inseguimento, ha sparato uccidendo un immigrato cileno di 28 anni.
Ieri il vigile era entrato negli uffici del pm per l'interrogatorio come indagato per omicidio con eccesso colposo in legittima difesa, ma la sua versione, confrontata con quelle dei colleghi che erano con lui, non avrebbe convinto gli inquirenti, che hanno dunque modificato il capo di imputazione.
E cio' anche in base ai primi accertamenti che, da quanto si e' saputo, rafforzano l'ipotesi di un colpo di pistola alla schiena, esploso quando l'uomo in fuga era voltato di spalle.
Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che sta seguendo passo passo le indagini affidate al pm Roberto Pellicano, ha spiegato che l'iscrizione per omicidio volontario con dolo eventuale (in sostanza, sparando in quel modo il vigile avrebbe accettato il rischio di poter uccidere) ''e' un atto dovuto'' per svolgere, anche alla presenza dei consulenti della difesa, tutti i necessari approfondimenti.
Giovedi', infatti, (e non domani, come inizialmente comunicato) verra' effettuata l'autopsia sulla salma di Marcelo Valentino Gomez Cortes, che potra' essere utile per capire, dalla posizione dei fori di entrata e di uscita della pallottola, la traiettoria del colpo. Su questo punto sara' determinante anche la perizia balistica che verra' disposta a breve dalla Procura. Tutti atti a cui potranno partecipare i consulenti difensivi e anche quelli di parte civile, dato che la moglie e i due figli dell'immigrato hanno nominato un loro legale, l'avvocato Corrado Limentani.
E a proposito della difesa oggi, verso le 18, il vigile ha sostituito il legale che lo aveva seguito nell'interrogatorio di ieri con l'avvocato Giampiero Biancolella, che difende, tra gli altri, Calisto Tanzi e l'uomo d'affari Pierangelo Dacco', in carcere per l'affaire San Raffaele. Il legale, arrivato in Procura per un colloquio con Bruti Liberati, ha confidato ai cronisti tutto il suo ''dispiacere'' per le foto pubblicate sui giornali e tratte dal profilo Facebook, che ritraggono Amigoni in posa con un fucile, presumibilmente giocattolo, di quelli utilizzati nel 'softair'.
''Mi dispiace dal punto di vista umano per quelle foto pubblicate, perche' lui non e' un Rambo'', ha spiegato l'avvocato. 'Tecnicamente' il reato contestato al vigile puo' prevedere anche un'ordinanza di arresto in carcere a suo carico.
''Escludo - ha chiarito Biancolella - che, nonostante l'ipotesi di reato contestata, ci siano necessita' che impongano l'arresto, in considerazione del fatto che Amigoni non utilizzera' piu' un'arma (il legale ha comunicato alla Procura che e' stato trasferito in un ufficio amministrativo, senza piu' la possibilita' quindi di utilizzare la pistola di servizio, ndr) e dunque non c'e' il pericolo di reiterazione del reato e men che meno ci sono i pericoli di fuga e di inquinamento probatorio, anche perche' sono gia' stati sentiti i testimoni''.
L'agente, stando a quanto si e' appreso, ha messo a verbale nell'interrogatorio di ieri di aver sparato sentendosi minacciato, perche' l'altro uomo, non ancora individuato, che stava fuggendo, in zona Parco Lambro, avrebbe estratto una pistola. ''La difesa - ha detto Biancolella - sostiene che, malgrado il colpo alla schiena, si possa parlare di legittima difesa putativa, perche' l'agente ha percepito una situazione di pericolo''. Decisivi per le indagini potranno essere anche gli accertamenti della scientifica e le telecamere della zona. L'uccisione del cileno, secondo le prime analisi della Squadra Mobile, non avrebbe poi alcun legame con una rissa tra stranieri avvenuta poco prima. La pattuglia della polizia locale, con quattro agenti a bordo, era intervenuta infatti proprio per la rissa, ma sarebbe stata poi una casualita' il fatto che abbia incrociato l'auto con a bordo il cileno e un'altra persona. Entrambi poi fuggiti a piedi. ''I due ragazzi scappavano ma non avevano nessuna pistola'', ha raccontato un testimone, intervistato da Tgcom24.








