Esperto, Chernobyl migliaia volte piu' grave
Parla Gashchak, vicedirettore centro radioecologia Chernobyl
07 aprile, 20:12
ROMA - L'incidente nucleare di Chernobyl e' stato migliaia di volte piu' grave rispetto a quello giapponese di Fukushima: non ha dubbi in proposito uno dei maggiori esperti al mondo sugli effetti ambientali di Chernobyl, Sergey Gashchack, vicedirettore del Laboratorio Internazionale di Radioecologia che ha sede nella citta' piu' giovane dell'Ucraina, Slavutych, a 50 chilometri da Chernobyl. ''Sebbene le informazioni su Fukushima siano limitate e poco chiare, non c'e' dubbio che la situazione in Giappone sia profondamente diversa rispetto a quella di Chernobyl'', ha detto all'ANSA Gashchack, che dal 1990 sta raccogliendo dati sulla cosiddetta ''zona di esclusione'' di Chernobyl, calcolando il rapporto tra radiazioni e condizioni di suolo, acque, flora e fauna.
''Gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima sono molto diversi. Sono innanzitutto differenti i reattori delle due centrali, cosi' come sono stati completamente diversi gli incidenti: la centrale di Chernobyl e' esplosa, quella di Fukushima no, anche se e' stata seriamente danneggiata. E' una differenza molto importante''. Ci sono anche molte differenze nel livello delle radiazioni e nella loro deposizione al suolo.
''I valori rilevati attorno alla centrale di Fukushima per il cesio 137, compresi fra 10 e 30 Bequerel per metro quadrato, sono pari a quelli rilevati al confine della zona contaminata di Chernobyl. In prossimita' della centrale di Chernobyl - ha detto ancora Gashchack - i valori del cesio 137 andavano da 10.000 a 100.000 Bequerel per metro quadrato''. Il cesio viene eliminato dall'organismo molto rapidamente, ma a Chernobyl e' stato necessario utilizzare preparati chimici che si legano a questa sostanza impedendo che entri in circolazione nel sangue. ''Non credo che a Fukushima sara' necessario ricorrere a questa contromisura''.
L'incidente, ha aggiunto, ''e' stato molto serio, ma non si prevedono conseguenza radiologiche a lungo termine''. Considerando i valori dell'altro contaminante rilevato a Fukushima, lo iodio 131, e il suo tempo rapido di dimezzamento (ogni 8 giorni si riduce della meta') ''e' probabile - ha osservato - che a meta' dell'estate a Fukushima non si registri piu' la presenza di iodio 131''. Un'altra differenza importante, ha aggiunto, e' nelle misure a tutela della popolazione: ''gli abitanti di Chernobyl sono rimasti per un mese nelle loro case, continuando a mangiare cibo contaminato; questo non e' accaduto a Fukushima, dove la popolazione e' stata immediatamente allontanata dalla zona piu' vicina alla centrale''.
Le tonnellate di acqua radioattiva che vengono riversate in mare in questi giorni e che stanno destando tanta preoccupazione ''rappresentano un rischio nell'area piu' vicina alla centrale'', ha detto Gaschack. ''Ci potranno essere zone critiche nelle quali si concentrano sedimenti radioattivi, ma nell'oceano Pacifico non si prevedono effetti perche' i radionuclidi si dissolvono nella massa d'acqua''. D'altro canto, ha aggiunto, ''basta pensare ai test atomici condotti per tutti gli anni '50 nell'atollo di Bikini, nel Pacifico: non hanno comportato un'alterazione delle specie su larga scala e la struttura del fondale dell'oceano e' rimasta inalterata''.
GREENPEACE, 25 ANNI DOPO ANCORA CONTAMINATI ALIMENTI - A 25 anni di distanza dal disastro di Cernobyl, in Ucraina si registrano ancora alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. E' il risultato di uno studio di Greenpeace. A marzo 2011, infatti, gli esperti di radiazioni dell'associazione hanno raccolto e analizzato 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie localita' nell'area di Kiev. In un villaggio della regione di Rivnenska, Greenpeace ha trovato concentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina. ''Le nostre analisi - spiega Iryna Labunska, esperta di Greenpeace International - hanno riscontrato alti livelli di radioattivita', dovuti alla catastrofe di Cernobyl, in molti campioni di alimenti. I livelli di contaminazione piu' alti sono stati rinvenuti in alimenti di base come latte e funghi''. In Ucraina, ricorda l'associazione, 18.000 chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito all'esplosione di Cernobyl e si stima che il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2, siano contaminati. Negli ultimi due anni, precisa Greenpeace, il governo ucraino non ha piu' effettuatole analisi dei prodotti alimentari provenienti dalle aree contaminate. ''Dopo 25 anni le persone residenti a centinaia di chilometri da Cernobyl - denuncia Aslihan Tumer, responsabile campagna Energia di Greenpeace International - sono ancora esposte a pericolosi livelli di radiazioni attraverso i prodotti alimentari locali. Chiediamo al governo ucraino di riprendere i monitoraggi della situazione ambientale''. Secondo Tumer, "se vogliamo evitare disastri futuri quali quelli di Cernobyl e Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia nucleare e investire nell'efficienza e in fonti rinnovabili pulite e sicure".







