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Provocazione su Lancet: pillola alle suore

Non hanno figli, anticoncezionale proteggerebbe da cancro

08 dicembre, 12:26
Provocazione su Lancet, pillola alle suore Provocazione su Lancet, pillola alle suore

di Alessandra Baldini

LONDRA - La 'pillola' alle suore, ma per ragioni di salute. La provocazione arriva dalla rivista britannica Lancet che si interroga sull'opportunita' di somministrare l'anticoncezionale orale alle religiose, piu' a rischio di morire di cancro al seno, all'utero e alle ovaie di altre donne che nel corso della vita hanno avuto figli. Secondo ricercatori australiani, se la Chiesa Cattolica mettesse la pillola a disposizione delle suore, ne ridurrebbe i rischi di malattia che sono analoghi a quelli delle donne 'nullipare', che cioe' nel corso della vita non hanno avuto figli: ''Sarebbe un gesto che attribuirebbe alla loro condizione il riconoscimento che si meritano''.

Anni fa un teologo spagnolo fece scandalo proponendo di passare la pillola alle suore impegnate in zone di guerra e a rischio stupro. Il caso studiato su Lancet da Kara Britt della Monash University di Melbourne e Roger Stuart della University of Melbourne, e' ispirato invece esclusivamente a considerazioni di salute, non agli effetti della pillola per la prevenzione di indesiderate gravidanze. Le donne senza figli - argomentano i ricercatori - hanno piu' cicli mestruali delle donne con figli a causa dell'assenza di gravidanze e dell'allattamento. Piu' cicli mestruali ha una donna, piu' aumenta il rischio di cancro. Gli autori dello studio hanno commentato dati secondo cui la mortalita' globale nelle donne che usano la pillola e' del 12 per cento piu' bassa di chi non ne ha mai fatto uso.

Il rischio di cancro alle ovaie e all'enometrio cala del 50-60 per cento in chi usa la pillola, una protezione a lungo termine che persiste per due decenni. Come per tutti i farmaci anche la pillola ha affetti collaterali: aumenta ad esempio il rischio trombosi. Tutto considerato pero', secondo gli autori, la Chiesa Cattolica dovrebbe rivedere la sua posizione, enunciata in Humanae Vitae del 1968, contraria a tutte le forme di contraccezione. ''Anche se Humanae Vitae non parla mia di loro, le suore diovrebbero esser libere di usare la pillola per proteggersi dal rischio di essere 'nullipare''', scrivono la Britt e Short, dal momento che lo stesso documento stabilisce che ''la Chiesa non considera illegali sistemi usati per curare malattie anche se questi alla fine hanno effetti contraccettivi''.

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