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A Tunisi Conferenza araba su lotta al terrorismo

Con responsabili nazionali, autorità regionali e internazionali

Redazione Ansa

(ANSAmed) - TUNISI, 24 OTT - Ha preso il via a Tunisi la 27a Conferenza dei funzionari arabi responsabili della lotta al terrorismo, una due giorni in cui sono i temi principali sono l'attuazione delle raccomandazioni della precedente conferenza, le esperienze dei vari paesi nella lotta al terrorismo e le misure adottate per monitorare i movimenti delle organizzazioni terroristiche oltre confine. La conferenza è un'opportunità per discutere i risultati degli incontri arabi e internazionali sulla lotta al terrorismo organizzati nel 2023 e nel 2024 e il quarto incontro degli esperti arabi responsabili dell'osservazione e dell'analisi dei dati sulle minacce terroristiche.

Nel suo discorso di apertura, il segretario generale del Consiglio dei ministri degli interni arabi Mohammad Bin Ali Kuman ha affermato che la conferenza si concentrerà sulle esperienze dei paesi membri nella lotta all'estremismo che alimenta il terrorismo, riporta l'agenzia di stampa Tap. "Il terrorismo è il risultato del radicalismo di posizione o di pensiero", ha sottolineato Bin Ali Kuman, aggiungendo che questo atteggiamento non è esclusivo del mondo arabo. I movimenti dei gruppi terroristici schierati ai confini e le misure adottate dagli stati membri per contrastarli saranno altresì all'ordine del giorno. Oggi è in programma un workshop incentrato sull'analisi congiunta delle minacce terroristiche, in particolare quelle provenienti dalla regione del Sahel e del Sahara, in collaborazione con il progetto Counter-Terrorism and Tax Justice finanziato dalla Commissione europea, ha affermato il funzionario.

Dato che il terrorismo è un crimine transfrontaliero, è necessario intensificare la cooperazione, non solo tra i paesi arabi, ma più in generale tra i paesi confinanti e la comunità internazionale, ha sottolineato. Questo workshop vedrà la partecipazione degli stati membri, di diverse autorità regionali e internazionali, in particolare le Nazioni Unite, l'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) e il Meccanismo dell'Unione africana per la cooperazione di polizia (Afripol). (ANSA) (ANSAmed).

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