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Libia archeologica, meno guerre e più scoperte

Tornano alla luce due strutture e un mistero di Tolemaide

Libia archeologica, meno guerre e più scoperte

Redazione Ansa

(ANSA) - IL CAIRO, 16 GEN - L'abbassarsi dei rischi di essere coinvolti nelle guerre civili libiche ha consentito ad archeologi di riportare alla luce reperti grandi e piccoli nell'antica città greca di Tolemaide, situata lungo la costa nordorientale dell'attuale Libia. Come riportato di recente da Greek Reporter, sito di notizie sulla Grecia e la sua diaspora, i ritrovamenti includono un sofisticato sistema di raccolta dell'acqua, una misteriosa maschera con volto umano e una residenza ben conservata che si ritiene appartenesse a un individuo di alto rango.

Tolemaide, fondata dalla dinastia tolemaica nel III secolo a.C., fu un importante centro culturale e religioso della Cirenaica fino al suo declino, avvenuto dopo la conquista araba nel VII secolo d.C. La città, con la sua complessità storica e le strutture urbane ben conservate, ha attirato l'attenzione dei ricercatori.

Dopo una pausa di 13 anni causata dalla guerra civile in Libia, gli archeologi dell'Università di Varsavia sono tornati nel sito nel 2023. La stagione di ricerca si è concentrata sullo studio delle strutture urbane, con risultati descritti come "inaspettati e affascinanti".

Gli scavi hanno rivelato parte di un complesso residenziale risalente alla fine del II o all'inizio del III secolo d.C.

Secondo Piotr Jaworski, capo della Missione Archeologica Polacca a Tolemaide, la residenza presentava un piccolo cortile con peristilio, circondato da una cucina, una scala e una stanza adornata da un pavimento a mosaico.

Al centro della casa vi era un avanzato sistema di raccolta dell'acqua piovana. Il sistema comprendeva un impluvium, o piscina nel cortile, che raccoglieva l'acqua piovana convogliandola in due cisterne sotterranee.

Nonostante i danni subiti durante i terremoti del III secolo, la casa fu ricostruita nel tardo periodo romano. I ricercatori hanno identificato tre contenitori in pietra vicino all'ingresso, che si ritiene fossero usati per raccogliere tasse o offerte, sottolineando ulteriormente l'importanza della casa.

Uno dei ritrovamenti più intriganti è una maschera con volto umano scolpita in malta idraulica, riferisce Greek Reporter.

Rinvenuta all'interno di una cisterna, lo scopo della maschera rimane incerto, e la mancanza di caratteristiche identificabili ha dato luogo a diverse interpretazioni.

Gli archeologi hanno notato la somiglianza con sculture rinvenute nei santuari libici, suggerendo possibili connessioni o influenze locali. Jaworski ha dichiarato che è possibile che il proprietario della casa o i suoi costruttori fossero di origine libica, anche se questa rimane un'illazione. (ANSA).

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