Calabria

Morti in torrente Raganello, sotto sequestro l'area delle gole. Migliora bimba al Gemelli

Ad apporre i nastri bianchi e rossi sono stati i carabinieri della Compagnia di Castrovillari

Redazione Ansa

Il nastro bianco e rosso dei carabinieri delimita  tutti gli accessi alle Gole del Raganello ricadenti nei comuni di Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima. Ad apporre i nastri sono stati i carabinieri della Compagnia di Castrovillari in esecuzione del provvedimento di sequestro emesso dal procuratore Eugenio Facciolla. Il sequestro riguarda anche il caratteristico ponte del Diavolo.

Bimba ricoverata al Gemelli in costante miglioramento - Continuano lentamente a migliorare le condizioni della bambina di 9 anni, investita dall'onda di piena del torrente e ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma. Con la piccola ci sono gli zii, assistiti dal team specialistico di psicologi della Fondazione Gemelli. La bambina, rende noto l'ospedale, non è più intubata ed è stata posta in ventilazione non invasiva, in sedazione leggera. Mantiene parametri vitali stabili e nella norma e l'esame neurologico non evidenzia deficit maggiori. Anche il quadro di insufficienza renale post-traumatica risponde alle terapie.

A Civita regna silenzio, strade vuote - Si respira un'aria tetra, stamani, a Civita, cittadina italo-albanese nel cui territorio ricade il tratto delle gole del Raganello in cui lunedì scorso sono morti dieci escursionisti. In paese c'è un silenzio spettrale, nessun turista. Solo qualche anziano nella villetta adiacente al Comune e su qualche panchina. Sul percorso che dal paese porta al ponte del Diavolo e alle gole una sola coppia di giovani turisti tedeschi che si dicono addolorati di non poter visitare le bellezze del canyon. Civita, che fino a lunedì brulicava di turisti, è vuota. Tutti i negozi, tranne l'edicola e la farmacia, sono chiusi. Il sindaco Alessandro Tocci ha proclamato il lutto cittadino e ha disposto per i prossimi 15 giorni l'esposizione delle bandiere a mezz'asta.

Il pianto e lo sguardo perso nel vuoto di familiari e amici e una folla composta proveniente da molti comuni del Pollino e dell'alto Ionio cosentino. Così Cerchiara di Calabria ha dato l'ultimo saluto ad Antonio De Rasis, la guida morta lunedì scorso nelle gole del Raganello insieme ad altre nove persone.

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