(ANSA) - NAPOLI, 29 GEN - Nei primi nove mesi del 2024 le
esportazioni dei distretti del Mezzogiorno hanno raggiunto 7,3
miliardi di euro, segnando una crescita dell'1,7% rispetto allo
stesso periodo del 2023 e superando la media nazionale (+0,6%).
Questo risultato, sostenuto da un rimbalzo più marcato nel
secondo e terzo trimestre (rispettivamente +3,6% e +4%),
evidenzia una capacità di adattamento significativa da parte del
sistema produttivo del Sud Italia, nonostante il contesto
economico internazionale caratterizzato da numerosi fattori di
incertezza e debolezza della domanda.
"Ancora una volta, il Sud dimostra la capacità di emergere con
le proprie eccellenze, pur in un quadro di differenziazione tra
i vari distretti. Per consolidare le tendenze positive e
affrontare le sfide future sarà fondamentale investire in
innovazione, promozione internazionale e qualità dei prodotti,
sfruttando il potenziale competitivo di questo territorio -
commenta Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria
e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. Il nostro impegno è sostenere le
imprese nei loro piani di crescita e di investimento per
migliorare la propria competitività su nuovi mercati e per
governare i processi di transizione ambientale e digitale nel
Mezzogiorno".
A livello settoriale, l'agroalimentare continua a rappresentare
il principale motore dell'export, registrando un incremento
complessivo del 4,7%. Le eccellenze del territorio hanno
brillato: l'olio e pasta del barese ha segnato un notevole
+29,5%, i vini del Montepulciano d'Abruzzo hanno guadagnato un
solido +20,7%, e l'ortofrutta di Catania si è distinta con un
+15,4%. Anche il distretto del caffè e confetterie del
napoletano ha evidenziato un progresso significativo (+9,7%),
beneficiando di una crescente domanda proveniente dal mercato
greco. I primi due distretti agroalimentari in termini di export
a valori correnti chiudono in territorio leggermente positivo:
le conserve di Nocera segnano un incremento del 2%, mentre
l'alimentare napoletano cresce del 2,3%. Tuttavia, non sono
mancate le criticità che indicano le sfide per diversi
distretti: la mozzarella di bufala campana ha subito un lieve
calo (-1%), mentre il distretto dell'alimentare di Avellino e
dell'agricoltura della Sicilia sud-orientale hanno registrato
una contrazione più marcata (rispettivamente pari a -5,2 e
-4,5%).
Nei settori manifatturieri tradizionali, come il sistema moda
(-2,9%) e il sistema casa (-10,8%), le difficoltà restano
marcate. L'abbigliamento napoletano ha chiuso con un calo del
5,4%, mentre i distretti calzaturieri del nord barese e del
napoletano hanno registrato flessioni rispettivamente del 4,2% e
del 6,5%. Nonostante ciò, alcuni distretti hanno mostrato
segnali di vitalità. L'abbigliamento sud abruzzese (+39,4%) e la
calzetteria del Salento (+16,1%) si sono distinti positivamente,
dimostrando che strategie basate sulla diversificazione
commerciale possono ancora creare valore. Al contrario, entrambi
i distretti del sistema casa hanno subito contraccolpi
significativi. Il mobilio abruzzese ha segnato una contrazione
del 6,1%, mentre il mobile imbottito della Murgia ha riportato
la flessione più marcata (-12,1%), entrambi penalizzati dalla
debolezza della domanda internazionale di beni durevoli.
Dal punto di vista geografico, l'espansione verso i mercati
lontani ha svolto un ruolo chiave nel sostenere la crescita
complessiva delle esportazioni (+6,4% verso i mercati maturi
lontani e +7,3% verso i mercati emergenti lontani). I principali
contributi positivi sono arrivati da Stati Uniti (+6,9%), Cina
(+10,8%) e Arabia Saudita (+30%), dimostrando l'efficacia delle
strategie di penetrazione in aree ad alto potenziale.
Parallelamente, i mercati maturi vicini hanno mostrato una
stagnazione (+0,7%), sebbene alcuni Paesi come la Francia
(+7,6%) abbiano registrato progressi rilevanti.
Sul fronte dei poli tecnologici, l'export ha evidenziato un
quadro caratterizzato da luci e ombre. Se complessivamente si è
registrata una crescita del 16,8%, è importante sottolineare che
questa crescita è stata trainata esclusivamente dal polo
farmaceutico di Napoli (+33,9%). Infatti, permangono segnali
negativi da parte degli altri poli. In particolare, registrano
contrazioni significative i due poli dell'ICT di Catania
(-34,1%) e dell'Aquila (-9,6%) e i due poli aerospaziali della
Campania e della Puglia (-8,5% e -8,1%).
L'analisi dell'export dei distretti del Mezzogiorno rivela un
quadro complesso, in cui la forza del settore agroalimentare e
l'espansione verso nuovi mercati riescono a compensare, almeno
in parte, le difficoltà strutturali di alcuni comparti
tradizionali. Per consolidare queste tendenze positive e
affrontare le sfide ancora aperte, sarà fondamentale investire
in innovazione, promozione internazionale e qualità dei
prodotti, sfruttando appieno il potenziale competitivo di un
territorio ricco di eccellenze produttive, riconosciute e
apprezzate a livello internazionale. (ANSA).
Nei primi 9 mesi del 2024 export del Sud in aumento dell'1,7%
Da Intesa Sanpaolo monitor su distretti industriali Mezzogiorno
