Campania

Nauticsud: Santanchè, l'elemento competitivo è essere italiani

Nuovo SoS di Amato, presidente filiera nautica, più posti barca

Nauticsud: Santanchè, l'elemento competitivo è essere italiani

Redazione Ansa

(ANSA) - NAPOLI, 12 FEB - "C'è un elemento competitivo che non si trova in nessuna altra parte del mondo ed il fatto che noi siamo italiani. Nel mondo hanno voglia dell'Italia. E l'altro elemento competitivo è che noi siamo il terzo marchio al mondo col Made in Italy. Da questo punto di vista, sono molto presuntuosa ma come italiana". Ne è convinta la ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Intervenendo nella Mostra d'Oltremare a Napoli al convegno organizzato da AFINA (Associazione Filiera Nautica Italiana) nell'ambito della 51ma edizione de Nauticsud, dal titolo 'Il cambio di paradigma per la nautica da diporto. Turismo nautico, risorse mare e cantieristica le realtà da far emergere', la ministra ha sottolineato: "La partnership pubblico-privato è l'unica vera soluzione per sbloccare ritardi politici creati negli anni da chi non vedeva la nostra Nazione come una penisola e il mare come una risorsa". "Noi siamo una Nazione di qualità non di quantità. Dobbiamo vincere sulla sfida dei servizi, in tutti i settori dobbiamo avere servizi migliori. Ognuno deve fare la sua parte; a me piace la squadra". Il numero uno del dicastero del Turismo ha ancora affermato: "Da soli si va veloci, ma insieme si va lontano. Per questo motivo ritengo che la nautica sia un settore strategico; dunque dobbiamo relazionarci di più, tra governo centrale e istituzioni del territorio, per realizzare le necessità, come i porti per la nautica da diporto, per evitare di sperperare una risorsa che vede il Sud ai vertici della produttività del comparto della piccola nautica. Il governo Meloni crede nella risorsa mare".
    Ad aprire i lavori, moderati da Antonino Pane, giornalista del quotidiano 'Il Mattino', l'intervento di Gennaro Amato, presidente di AFINA, organizzatrice del Nauticsud insieme con la Mostra d'Oltremare. "Siamo qui dopo un anno e con gli stessi problemi, nulla di nuovo è accaduto - ha detto Amato - E ora ci troviamo ad un punto di non ritorno. Se non si risolve la questione dei posti barca, che vede una domanda nettamente maggiore della disponibilità esistente, dobbiamo dire ai nostri operatori e dipendenti di lasciare il posto di lavoro". Il Capo di Dipartimento del Ministero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, ha sottolineato: "Il contributo del ministro Musumeci è quello di stimolare le politiche che però restano nelle competenze di ogni dicastero. Dobbiamo fare sistema e quello che è mancato nei decenni precedenti è la sensibilità verso la 'marittimità' che non abbiamo mai compreso bene nel suo valore sino in fondo. Ora esiste un piano del mare e che ha alcuni passaggi determinanti per la nautica da diporto". Andrea Annunziata, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, ha confermato l'attuazione, entro pochi mesi, del piano regolatore.
    "Un traguardo raggiunto dopo 80 anni. Ora per andare avanti e realizzare posti barca per il diportismo serve un intervento del Governo per limitare le disposizioni, a volte inutili, delle Soprintendenze".
    Una soluzione è stata indicata da Egidio Filetto, partner di PwC, che ha identificato nelle Zes (Zone Economiche Speciali) una strada possibile per lo snellimento procedure burocratiche.
    L'imprenditore napoletano Massimo Luise, amministratore di Luise Group spa, ha detto: "Serve una sinergia tra le istituzioni per risollevare la questioni dei Marina e degli ormeggi". Il project financing potrebbe essere una opportunità, scelta dalla Regione Campania, secondo l'intervento del consigliere regionale Dem Massimiliano Manfredi, utilizzando fondi Fers.
    In un messaggio inviato ai convegnisti, il direttore del quotidiano 'Il Mattino', Roberto Napoletano, ha, fra l'altro, sottolineato: "Bisogna proseguire nell'operazione verità che restituisce all'imprenditoria di qualità di Napoli e del Mezzogiorno la dignità e l'orgoglio conquistati sul campo e, spesso, nascosti o dimenticati da un racconto omissivo". (ANSA).
   

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