(ANSA) - NAPOLI, 24 MAR - Cerca di cogliere l'essenza o,
forse, l'assenza di vita reale che unisce sul filo della
solitudine il basso napoletano e i protagonisti di 'Giorni
Felici' di Samuel Beckett 'Felicissima jurnata', spettacolo di
Putéca Celidònia in scena da giovedì 27 marzo alle 21 (repliche
fino a domenica 30) nel Teatro Nuovo di Napoli, con la
drammaturgia e la regia di Emanuele D'Errico. Presentato da
Cranpi, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, Putéca Celidònia in
collaborazione con La Corte Ospitale-Forever Young 2022 e il
sostegno di Teatro
Biblioteca Quarticciolo e di C.
'Felicissima jurnata' è un lavoro, si sottolinea in una nota
di presentazione, "che nasce da un'esperienza ben precisa,
vissuta attivamente da Putéca Celidònia a partire dal 2018
all'interno del Rione Sanità di Napoli, dove il collettivo cura
diversi progetti teatrali. Dopo aver preso confidenza con il
quartiere ed essere entrati all'interno di alcuni "bassi" - la
tipica abitazione al piano terra con ingresso su strada - il
collettivo ha iniziato a intervistare le donne e gli uomini che
abitano nel quartiere, trovando al loro interno una situazione
surreale. Così è partito questo viaggio, portando una macchina
da presa e le domande che il testo di Giorni Felici aveva mosso.
Il testo è venuto da sé, lo hanno scritto le storie di Assunta,
Pasqualotto, Angela e di tutti gli altri abitanti del Rione
Sanità". Felicissima jurnata è anche la storia di una donna di
centonove anni che ancora si trucca, che mette lo smalto e
'sente' la gente intorno che suona e che canta. Delle loro
storie si compone 'Felicissima jurnata', che pone l'accento
sulla paralisi emotiva e fisica che queste persone si impongono
per mancanza di mezzi. Molti di loro non sono mai
usciti dalla loro città - nel migliore dei casi - e nel peggiore
non sono mai usciti dal proprio quartiere e chissà da quanto
tempo dalla propria casa.
"Siamo entrati in queste case - si legge nella nota - e ci
siamo immersi nelle storie e nei mondi delle persone che le
abitano, lasciandoci sorprendere dai loro racconti, così pregni
da poterci scrivere romanzi per ognuno di loro. E tra
un'intervista e l'altra abbiamo domandato loro chi fosse
Beckett, ma nessuno lo aveva mai sentito nominare. Eppure ci
sembravano così vicini, così familiari". (ANSA).
'Felicissima jurnata' di Putéca Celidònia dal 27 marzo al Nuovo
Dettato beckettiano e brandelli di esistenze vissute ai margini
