"American Independence": questo il tema sull'invito del prossimo gala del Met, la festa che ogni anno celebra il Costume Institute e che per due volte è stata rinviata a causa del coronavirus. Stavolta, anziché nel primo lunedì di maggio, il party che per New York rappresenta l'equivalente del red carpet degli Oscar si terrà il 13 settembre, a cinque giorni dall'inaugurazione della prima di due mostre "In America" ispirate alla moda a stelle e strisce.
Bolton ha osservato che la moda, descritta finora in termini di semplicità, praticità e funzionalità mentre gli aspetti più emotivi sembravano monopolio degli europei, sta attraversando un nuovo rinascimento: "La prima mostra ristabilirà un lessico basato sulle qualità emotive dei capi" di giovani stilisti emergenti come Christopher John Rogers, che ha vestito Kamala Harris all'insediamento e sta per far uscire una collaborazione con i grandi magazzini Target o Conner Ives che rivisiterà l'abito del "prom" con un capo di organza bianca donata da Wes Gordon su cui sono applicate migliaia di paillettes di plastica riciclata. La seconda mostra apre il 5 maggio e precede tematicamente la prima. Allestita come "vignette su un set cinematografico" nelle sale d'epoca dell'American Wing, presenterà storie poco note riscoperte tra i 30 mila capi della collezione del museo. Come quella di Anne Lowe, la stilista di colore ammirata da Christian Dior che nel 1953 disegnò l'abito da sposa di Jackie Kennedy: altrettanto ammirato e fotografato di quello creato sei anni prima da Norman Hartnell per la Regina Elisabetta.
Moda made in Usa, Chalamet e Eilish star del prossimo gala Met
"America Independence" tema del gala rinviato a settembre