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Arte, architettura, moda e cosmesi: esplode il trend anti-smog

Dai pannelli che respirano alla birr che diventa inchiostro. Novità pratiche contro l’inquinamento

Redazione Ansa

(di Agnese Ferrara) L’inquinamento atmosferico è la rovina delle megalopoli in particolare quelle dell’Asia meridionale e orientale, Africa e Pacifico ma nessuna città industrializzata si salva. Nel 2016 la qualità dell’aria è diventata il quarto fattore di morte prematura e gli agenti inquinanti sono responsabili di diverse malattie mortali, ricorda la Banca Mondiale. Il problema non è più solo argomento di discussioni e accordi fra Stati, leggi nazionali e iniziative di tamponamento del problema dei singoli comuni con blocchi del traffico e targhe alterne. E’ soprattutto cruccio dei cittadini e la preoccupazione sta coinvolgendo sempre più campi, come quelli dell’arte, dell’architettura, della moda, del design, della tecnologia e della cosmesi. Cittadini riuniti in movimenti, ricercatori, creativi e imprese innovatrici propongono iniziative e soluzioni pratiche anti-smog.
L’Italia è inclusa nella trasformazione, come testimoniano i pannelli pubblicitari anti-smog che ricoprono il Palazzo della Cancelleria e Piazza del Parlamento a Roma e il Palazzo Generali a Milano. Questi rivestimenti non sono una trovata pubblicitaria fine a se stessa, lo slogan infatti recita che lo stesso pannello farebbe sparire circa 40.000 tubi di scappamento in un anno. I teli sono fatti di un tessuto innovativo, ‘The Breath’, progettato da una start-up specializzata in tecnologie per l’ambiente, la Anemotech di Pavia con l’università Politecnica delle Marche. Il materiale assorbe e disgrega le molecole inquinanti limitrofe riducendo in modo significativo la concentrazione di veleni nell’atmosfera.

Entro la metà del 2018 lo vedremo su numerose affissioni di restauro nei cantieri di riqualificazione urbana di Roma e Milano, a detta dell’azienda Urban Vision, leader nei restauri sponsorizzati dei chiese e palazzi storici che ha siglato una partnership per l’uso del nuovo tessuto. “E’ in corso una nuova riflessione, un nuovo modo di pensare, una resistenza positiva condotta da nuovi ‘evangelisti’ che vogliono preparare il terreno per le generazioni future. Sono marchi e aziende che usano la creatività e la capacità di innovare per immaginare nuove soluzioni sostenibili e produrre idee brillanti per combattere l’inquinamento”, scrive NellyRodi, società di ricerche di mercato parigina.

Arte e cultura
A Hong-Kong la marca di birra di Singapore ‘Tiger Beer’ trasforma l’inquinamento in inchiostro (battezzandolo ‘air-ink’) per artisti urbani. Fatto di fuliggine di carbonio dagli scarichi di macchine diesel e ciminiere sparse per la Cina, è diventato così vernice in mano ai creativi. Ne sono stati prodotti 150 litri ad Hong Kong e Bangalore, usati dai talentuosi artisti di graffiti Bao Ho e Kristopher H. che ne hanno fatto enormi pannelli-messaggi di allarme anti-smog.
Nel frattempo a Londra sale l’attenzione per lo smog e si susseguono iniziative spontanee. Alcuni attivisti anti-inquinamento a gennaio hanno organizzato uno spazio, ‘Space to breathe’ inaugurato presso la Somerset House, dove sono stati svolti eventi creativi come performance, installazioni, convegni e workshop scientifici per fare il punto sull’entità dei danni da inquinamento ed educare i consumatori a fare dei cambiamenti in prima persona per migliorare la qualità dell’aria britannica. Sempre nella City un gruppo di giovani che si impegnano nella difesa dell’aria cittadina, si chiamano ‘Clear air Now’ , ha lanciato questo anno, in collaborazione con un movimento musicale nato a Londra che si chiama ‘Grime’ cioè sporcizia, il progetto ‘Grime goes green’ affiggendo cartelloni pubblicitari per la città con messaggi anti-smog per sensibilizzare i cittadini a occuparsene e il governo inglese a fare di più per combatterlo.

Architettura
“Se Stefano Boeri ha escogitato un modo ingegnoso per ridurre lo smog delle città con grattacieli di foreste al posto di vetro e metallo che riflettono luce solare e riscaldano le città, la forestazione urbana sarà destinata a prendere sempre più spazi, oltre i semplici giardinetti di quartiere, sotto la spinta di ambiziosi progetti architettonici, sviluppati anche in verticale”. Lo studio di Boeri ha appena presentato il progetto di 2 ‘grattacieli-foreste’, gemelli al suo Bosco Verticale di Milano che sorgeranno a Nanchino, in Cina e ha in corso nuovi progetti di forestazione verticale in Albania, Chicago e a Losanna .

Moda
La holding multinazionale del lusso Kering, fondata da François Pinault, che possiede 120 marchi e la Parsons School of Design di New York hanno annunciato una nuova collaborazione per misurare l’impatto ambientale del design. Per ora c’è una APP, My EP&L, in grado di fare questo calcolo ed è ad uso degli studenti della Parsons per valutare l’impatto delle loro creazioni moda, dalle scarpe ai gioielli, dagli abiti alle borse e suggerire strategie alternative per produrli senza inquinare.

Salute
Le preoccupazioni legate all’inquinamento per la salute sono altissime soprattutto da parte dei giovani. Gli analisti francesi citano come emblematiche le nuove mascherine anti-smog (che fermano il 95% delle particelle inquinanti) per bambini Woobi Play, che si montano e si smontano alla bisogna, di Airmotion Laboratoires, messe a punto con Kilo del designer danese pluripremiato Lars Larsen. Anche marchi come Frexa, Airinum e Zhijun Wang rivisitano le maschere anti-smog e le trasformano in accessorio moda irrinunciabile.

Bellezza
Non potevano non raccogliere le preoccupazioni dei cittadini nei confronti dei danni accertati che lo smog provoca alla pelle (macchie scure, rughe, colorito grigiastro, perdita di capelli) le case cosmetiche. Sarebbero soprattutto i millennials ad essere consapevoli e perciò interessati a spendere per creme e rimedi che proteggano pelle e capelli. Perciò via libera a marchi di maschere, sieri, creme e oli puliti e puri, privi di sostanze inquinanti e che siano scudi che ‘proteggono e curano’ , spiegano gli analisti NellyRodi che citano il marchio Dr.Jart+ come emblema del trend. Infatti nel flagship store monomarca aperto a Seul, Corea, si respira aria filtrata al 100% (chi entra viene invitato a fare una doccia d’aria pura), c’è solo luce naturale e un angolo bar che offre acqua purificata.

Techno
Per monitorare l’aria spuntano i primi dispositivi portatili, segnalano gli analisti parigini, come il californiano ‘Sprimo’ che di attacca allo smartphone e registra le tossine che girano nell’ambiente in tempo reale. Più impressionanti i ‘SeaBubbles’ che presto voleranno sull’acqua. “Come un taxi futuristico, questo nuovo mezzo di trasporto ecologico, vola a pochi centimetri dalla superficie dell'acqua sui corsi d'acqua non congestionati dal traffico” spiegano gli analisti. La città di Parigi li accoglierà a partire da questa estate e i suoi fondatori, Anders Bringdal, Alain Thébault e Henry Seydoux , insieme all’ex direttore marketing di Uber in Francia Matthieu Faure, dovrebbero piazzarli in quasi cinquanta città del mondo entro 5 anni.

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