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Luna, al via il radiotelescopio per sbirciare l'età buia dell'universo

Sarà installato sulla faccia nascosta, lancio previsto nel 2025

Sono iniziati i preparativi per il radiotelescopio lunare LuSee-Night (fonte: NASA/JPL/USGS)

Redazione Ansa

Mentre il programma Artemis si prepara per la seconda missione, in programma per il 2024, sono iniziati i preparativi per il radiotelescopio lunare LuSee-Night, che avrà l’arduo compito di sbirciare nella cosiddetta ‘età buia’ dell’universo: il periodo del cosmo primordiale, tra 400mila e 400 milioni di anni dopo il Big Bang, precedente alla formazione delle prime stelle e galassie. Il telescopio, sviluppato da Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, Università della California a Berkeley e Nasa, dovrà essere installato sulla faccia nascosta della Luna e il suo lancio a bordo di un veicolo robotico privato è previsto per la fine del 2025.

Il lato nascosto del nostro satellite è un ottimo posto per cercare i deboli segnali radio che potrebbero contenere indizi sul remoto passato dell’universo, grazie al profondo silenzio che invece la Terra non può offrire. Tuttavia, sopravvivere in quell’ambiente non sarà facile. La faccia lunare che non vediamo, erroneamente chiamata ‘lato oscuro’, ha un ciclo giorno/notte della durata di circa 14 giorni terrestri. Quindi LuSee-Night dovrà essere progettato per resistere a due settimane ininterrotte di Sole, con temperature che raggiungono i 121 gradi, e due settimane di oscurità, che fanno crollare le temperature a -173 gradi.

“Finora abbiamo potuto fare previsioni sull’età buia del cosmo basandoci solo sul fondo cosmico a microonde (la radiazione elettromagnetica che permea l’intero universo)”, dice Anže Slosar del laboratorio nazionale americano di Brookhaven. “LuSee-Night fornirebbe un nuovo punto di riferimento – aggiunge Slosar – che potrebbe cambiare ciò che pensiamo di sapere”. Il radiotelescopio, che avrà una durata di circa due anni, sarà una sorta di ‘esploratore’, pensato per aprire la strada a strumenti più ambiziosi. L’intero progetto potrebbe finire per far luce su domande fondamentali ancora irrisolte, come la natura dell'energia oscura e la creazione dell'universo.


   

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