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Una mano cosmica emerge da una nebulosa

Ottenuta la sua foto più dettagliata

Il globulo cometario CG 4 noto come la 'mano di Dio' (fonte: CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA. T.A. Rector/University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab, D. de Martin & M. Zamani/NSF’s NOIRLab)

Redazione Ansa

Sembra una mano protesa verso le stelle, tanto da essere stata chiamata 'mano di Dio', la struttura fatta di polveri e gas che emerge dalla nebulosa di Gum: è distante 1.300 anni luce ed è uno dei globuli cometari che si trovano nella Via Lattea, ancora misteriosi perché non c'è una spiegazione per le strane forme che assumono. La struttura, chiamata CG 4, è stata fotografata con un dettaglio senza precedenti dalla Dark Energy Camera del Cerro Tololo Inter-American Observatory, sulle Ande cilene. Lo rende noto il NoirLab della National Science Foundation degli Stati Uniti, che gestisce l'osservatorio.

Individuati per la prima volta nel 1976, i globuli cometari sono una sottoclasse delle nebulose oscure note come globuli di Bok: sono nubi molto dense di gas e polveri cosmiche, circondate da materiale caldo ed elettricamente carico. Sono chiamati così perché quando del materiale di protende all'esterno ricordano le comete, ma non hanno niente in comune con esse. Quasi tutti si trovano nella nebulosa di Gum, che probabilmente è costituita dai resti in espansione di una supernova avvenuta circa un milione di anni fa.

La 'mano' è una struttura relativamente piccola, con la testa dal diametro di 1,5 anni luce e la coda lunga circa otto anni luce. Per la prima volta questa struttura è stata osservata in dettaglio grazie allo strumento del NoirLab, in grado di cogliere il debole bagliore rosso dell'idrogeno ionizzato che si trova all'interno della testa di CG 4 e intorno al bordo esterno, generato quando l'idrogeno si eccita dopo essere stato bombardato dalle radiazioni di stelle vicine.

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