Emilia Romagna

'Senti le rane che cantano' al Museo della civiltà contadina

Dal 18 aprile dipinti e video su ruolo vie d'acqua nella società

'Senti le rane che cantano' al Museo della civiltà contadina

Redazione Ansa

(ANSA) - BOLOGNA, 14 APR - Dopo la prima tappa in occasione di Art City 2021, 'Com grano salis', a cura di Artierranti e "Senza titolo" Associazione culturale, approda al Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio (Bologna) con 'Senti le rane che cantano' dal 18 aprile al 12 giugno. La mostra nasce in stretto dialogo con il territorio e con il patrimonio di Villa Smeraldi, che fungono da pretesto e punto di partenza per una serie di lavori, dipinti e video, dedicati al ruolo delle vie d'acque nella società tra passato e presente.
    'Cum grano salis' è un progetto culturale mobile con lo scopo di rileggere in chiave contemporanea l'antica via del Sale che metteva in dialogo Bologna e Cervia, attraverso il coinvolgimento dell'artista trevigiano Simone Carraro.
    Quello proposto da Artierranti è un viaggio che, dal Parco del Cavaticcio ripercorrendo il canale Reno prima e il Navile poi, porta ora fino a San Marino di Bentivoglio per riprendere la narrazione dei mestieri legati alla presenza dell'acqua.
    Nella storica sezione sulla canapa tessile saranno allestiti dipinti inediti, tra cui un grande lavoro su canapa donata dal museo, e un video realizzato insieme a Ornella Cardillo, dove marionette-filatrici prendono vita in un'azione corale. 'Senti le rane che cantano' raggiunge l'apice con l'installazione di una Vela al Terzo, dipinta da Carraro e precedentemente allestita nell'antico porto di Bologna, all'interno dell'Osservatorio subacqueo di Punta degli Olmi, nell'Oasi naturalistica "La Rizza". Un luogo scelto per la sua storia, da palude solcata dal Navile a risaia, in dialogo con le mondine dipinte sulla vela, ma anche per il suo presente, in linea con il forte interesse faunistico di Carraro. La vela, sinonimo del viaggio, raffigura la prima porzione del percorso intrapreso dalle navi per lo sbocco al mare fino a Malalbergo e narra di un passato in cui la presenza dell'acqua caratterizzava la vita di Bologna e delle campagne circostanti. (ANSA).
   

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