Emilia Romagna

Corte conti regionale alla Consulta sulla rivalutazione delle pensioni

Sollevata questione di costituzionalità dalla sezione giurisdizionale

Corte conti regionale alla Consulta sulla rivalutazione delle pensioni

Redazione Ansa

(ANSA) - BOLOGNA, 26 MAR - La sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell'Emilia-Romagna ha sollevato una questione di costituzionalità in materia pensionistica, impugnando davanti alla Consulta la legge 197 del 29 dicembre 2022, che prevede una rivalutazione piena solo dei trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo Inps, sotto diversi profili. Si tratta di un nuovo intervento della Corte dei conti sul 'raffreddamento' della rivalutazione delle pensioni medio-alte, con riferimento al 2023, dopo un recente pronunciamento negativo della Corte costituzionale.
    A sollevare la questione è un'ordinanza del giudice unico delle pensioni Marco Catalano, chiamato ad esprimersi su un ricorso proposto contro l'Inps da 24 ex militari, i quali ritenevano di essere penalizzati essendo titolari di trattamenti pensionistici superiori. Con l'ordinanza depositata il 25 marzo, il giudice ha ravvisato nella sostanziale decurtazione dei trattamenti pensionistici per effetto della mancata rivalutazione, in primo luogo, una violazione dell'articolo 53 della Costituzione in quanto "il prelievo coatto di natura tributaria di che trattasi colpisce solo una categoria di soggetti all'interno della platea dei pensionati" e, comunque, introduce "una discriminazione soltanto ai danni della particolare categoria di soggetti, gli ex dipendenti, rispetto ai dipendenti in servizio, le cui retribuzioni non sono assoggettate, negli stessi periodi di imposta, ad alcun prelievo tributario aggiuntivo".
    Il giudice ha poi osservato che "la legge in questione copre potenzialmente un arco di tempo superiore alle esigenze di bilancio, atteso che è destinato a trascinarsi nel tempo, ed è l'ultima di una serie di analoghe misure pregresse", ritenendo illegittima la reiterazione di misure eccezionali perché in violazione dei principi di ragionevolezza e temporaneità. La parola passa alla Corte costituzionale. (ANSA).
   

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