Rubriche

Fitto si presenta al Pe: "europeista, nato nella Democrazia Cristiana"

Le prime risposte del candidato: "Sul Pnrr rispettare il 2026"

Redazione Ansa

BRUXELLES - Convinto assertore del progetto europeo, del legame tra lo Stato di diritto e i fondi di coesione, di una semplificazione burocratica che permetta alle imprese di crescere davvero: Raffaele Fitto si presenta agli eurodeputati e, in una serie di risposte scritte che tradizionalmente anticipano le audizioni dei commissari candidati, lo fa ponendo l'accento sul profilo moderato che ha caratterizzato finora la vita politica del ministro italiano. Anzi, con un certo tatticismo Fitto ricorda a chi si appresta ad esaminarlo il prossimo 12 novembre la sua origine politica. Che non mette radici né nell'estrema destra né nei movimenti anti-Ue o No Euro. Ma nella Democrazia Cristiana. Le risposte scritte dei 26 candidati commissari sono state pubblicate dall'Europarlamento a tarda notte.

A recapitare le domande, anche queste scritte, le commissioni che voteranno l'idoneità del candidato e anche quelle che, nel corso delle audizioni, avranno il ruolo di osservatore. A tutti, nella prima domanda, è stato chiesto di fatto una breve bio. "Ho iniziato la mia carriera politica nel partito di cui condividevo i valori, compresa la vocazione europea: la "Democrazia Cristiana", è l'incipit di Fitto, che poi elenca i numerosi ruoli istituzionali ricoperti a Roma e a Bruxelles. Nessun riferimento alla sua affiliazione politica, né da dirigente di FI, né da fondatore dei Conservatori, né da esponente di Fdi. Ma nessuno dei candidati, a dire il vero, nelle sue risposte si è soffermato sul colore politico della sua biografia. Consapevole che, in un Parlamento Ue da giorni in ebollizione, ogni imprudenza potrebbe costar cara.

Il neanche tanto celato obiettivo di Fitto è un altro: dimostrare agli eurodeputati di non essere "unfit" per il ruolo di vicepresidente della Commissione e di titolare della Coesione. "Sono sempre stato un convinto sostenitore del progetto europeo e dei principi e valori fondamentali dello Stato di diritto che lo sostengono", ha scritto Fitto. Andando sui dossier che seguirà le domande hanno spaziato dalla Pesca all'Allargamento, focalizzandosi però soprattutto su Pnrr e Coesione. "Se sarò confermato, lavorerò affinché i Paesi rispettino le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr entro la scadenza di spesa del 2026", ha spiegato il candidato, non escludendo, tuttavia, la ricerca di soluzioni alternative nel caso la deadline non possa essere rispettata. "Sulla proroga della deadline Fitto tradisce l'Italia e alza bandiera bianca", ha attaccato il M5S, innescando la replica di Fdi: senza la coraggiosa opera di restyling del Piano del governo avremmo riforme irrealizzabili". Di tutto questo, certamente, Fitto - che ha portato avanti colloqui informali con i gruppi anche a Strasburgo martedì - dovrà parlare il 12 novembre, il D-Day per tutti e sei i candidati alla vicepresidenza esecutiva.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it