Friuli Venezia Giulia

Libri: l'"altrove" di Federica Marzi trova casa a Rosazzo

Nuovo incontro dei Colloqui dell'Abbazia, di Reguitti e Felluga

Redazione Ansa

(ANSA) - TRIESTE, 02 APR - Un romanzo che attraversa tre generazioni, le prime due - quelle di Norina e di Amila - in fuga dalla guerra, quel martoriato territorio dei Balcani; la terza molto meno traumatica seppure discenda dalla prima e di quella vada a cercare le radici. E' la generazione di Simon, istroaustraliano, figlio della sorella di Norina, scappate insieme per poi separarsi e non ritrovarsi mai più. Federica Marzi ha illustrato così il suo romanzo d'esordio, La mia casa altrove (Bee estensioni), presentato ieri sera nell'ambito della rassegna "I Colloqui dell' Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga", curata da Margherita Reguitti e da Elda Felluga, che si svolge nella Abbazia di Rosazzo.
    Un romanzo dove punto di riferimento geografico e culturale nonché riparo sicuro da artiglieria e bombardamenti, è Trieste, luogo negoziale e di sutura, sorta di enorme e benevola casa famiglia.
    "Ma anche romanzo d'amore", tiene a sottolineare l'autrice: quello di Norina - "ruvida, un po' ottocentesca, anche nei sentimenti" - quello dell'altra generazione, più fluido ma sempre con il respiro corto del confine, e quindi dell' appartenenza. Non potrebbe essere diversamente: la Marzi stessa delle barriere doganali e dell'effimera separazione dei pensieri che queste comportano - come se un passaggio a livello potesse interrompere un flusso culturale, uno spirito - è simbolo vivente. E contemporaneamente ne rappresenta il tentativo di superare le scissioni, parlando correntemente sei lingue e vari dialetti. Tuttavia, guarda caso, il romanzo è stato scritto in italiano, "una scelta stilistica, definisce questa opzione.
    "Scrivendolo mi sono sentita una ventriloqua - ha spiegato, incalzata dalle domande di Margherita Reguitti - perché la lingua di Norina è come se mi fosse venuta fuori dal passato".
    Infine, deve ammettere: "Provengo da una famiglia di frontiera e io stessa ho vissuto quasi sempre in città di frontiera".
    (ANSA).
   

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