Friuli Venezia Giulia

A Marani il Premio letterario Fvg che racconta luoghi e tempo

Nella sua opera propone l'Europanto, lingua libera e personale

Redazione Ansa

(ANSA) - TRIESTE, 19 LUG - Va allo scrittore Diego Marani la quinta edizione del Premio letterario Friuli Venezia Giulia - Il racconto dei luoghi e del tempo, istituito dalla Regione Fvg con Fondazione Pordenonelegge.it. L'annuncio è stato dato, oggi a Trieste, dal vicepresidente del Fvg, Mario Anzil.
    "Marani - spiegano le motivazioni della giuria, presieduta dal governatore Massimiliano Fedriga - ha dimostrato nella sua opera una particolare sensibilità per il tema della lingua nella realtà culturale e politica delle trasformazioni avvenute in Europa nel nuovo secolo. Insieme alla proposta di una lingua libera e personale, che potrebbe innervarsi in tutte le lingue europee (l'Europanto), Marani ha saputo anche sviluppare una riflessione sulla necessità di salvaguardare le tradizioni culturali e la loro storia".
    L'autore riceverà il riconoscimento il 22 settembre a pordenonelegge, dove presenterà il racconto inedito La lingua virale, in uscita in autunno per le edizioni Italo Svevo.
    Ambientato a cavallo fra Italia e Slovenia, La lingua virale è un'opera collegata allo spirito della capitale europea della cultura GO!2025. Al centro del racconto l'Europanto, lingua libera e transnazionale alla quale si oppongono i difensori della lingua nazionale che vorrebbero sorvegliare strettamente i confini per arginarla. "Marani - ha affermato Anzil - offre una riflessione profonda sulla lingua come elemento di identità e di connessione tra i popoli, in linea con lo spirito transfrontaliero che ci caratterizza". "L'autore - ha osservato il direttore artistico di pordenonelegge, Gian Mario Villalta - ha saputo stupirci con un racconto lungo che lega insieme tratti di chiara comicità allo sfondo serio, quasi da operetta morale, sul quale le necessità e le contraddizioni del presente mostrano l'irrinunciabile comune umanità come qualcosa che non si può abbandonare o perdere". (ANSA).
   

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