(ANSA) - ROMA, 10 NOV - "Mi hanno fatto diventare una persona
utile per la società. Quando vedo alcuni miei fratelli rifugiati
africani sono molto diversi da me perchè non sono stati
fortunati come me.
Alpha in Guinea aveva una sua sartoria "vivevo bene, ero
tranquillo" ricorda. Fino a quando non è morto il padre, capo
della sua comunità, che gli ha lasciato in eredità terre,
animali e una grande fattoria. Lì sono cominciati i problemi, un
gruppo di un' altra etnia sosteneva che i possedimenti del
genitore erano stato ottenuti illegalmente ed è così iniziata
dapprima una battaglia legale, poi minacce sempre più pesanti
fino all'aggressione che lo ha costretto in ospedale per tre
settimane. "In Guinea non mi potevano curare - spiega - e sono
stato portato in Mali, quando sono uscito dall'ospedale, i miei
amici più stretti mi hanno consigliato di lasciare il Paese,
altrimenti avrei rischiato di essere ucciso". In Guinea ha
lasciato sua moglie e tre figlie di 13, 10 e 5 anni e tre
fratelli. E' andato quindi in Libia per lavorare nei campi "ma
ci trattavano come degli schiavi" e così ha preso uno dei tanti
barconi ed è approdato in Italia, a Lampedusa, poi è stato
trasferito in un centro d'accoglienza a Roma Est. Ora grazie al
tirocino è riuscito ad affittarsi una stanza a Torre Angela,
periferia della Capitale.
Leroy Merlin è una delle 121 aziende che nel 2019 si sono
contraddistinte per aver favorito l'inserimento professionale
dei rifugiati e che oggi sono state premiate dall'Unhcr,
agenzia Onu per i rifugiati, nell'ambito del progetto Welcome -
WorKing for Reguee Integration. (ANSA).
Rifugiati: Alpha, oggi sono un uomo utile alla società
Dalla Guinea all'Italia, ora lavora in un centro commerciale