Lazio

Contemporanea, gran finale con gli studenti dei conservatori

A Roma il 20 dicembre con l'Ensemble del Parco della Musica

Contemporanea, gran finale con gli studenti dei conservatori

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Gran finale il 20 dicembre a Roma per Contemporanea, la rassegna di concerti che vuole portare all'attenzione del pubblico nell'Auditorium Parco della Musica alcune delle esperienze più vitali del pensiero artistico attuale. Al centro della stagione il Parco della Musica Contemporanea Ensemble (Pmce) diretto da Tonino Battista, formazione ad assetto variabile, che va dalla performance di solisti fino al Large Ensemble e alla Sinfonietta, per una panoramica sulla musica di oggi e un confronto con il repertorio dei classici e di altre musiche.
    L'evento conclusivo di questa edizione, alle 21, segna un'altra tappa importante del progetto di coinvolgimento di alcuni tra i migliori studenti dei conservatori (L'Aquila, Frosinone, Latina, Perugia, Roma, Terni) e il Coro femminile degli studenti dei Conservatori di Latina e Frosinone. Il Pmce, promosso dalla Fondazione Musica per Roma, vuole proporsi cone un punto di riferimento per quanti studiano a qualsiasi titolo le discipline musicali e in questo modo possono di confrontarsi con il mondo del professionismo specialistico riguardante lo studio e l'interpretazione della musica di oggi.
    Il compositore scelto per l'appuntamento di fine d'anno è Louis Andriessen (1939-2021), uno tra i più eclettici compositori europei affascinato da Stravinsky e dal minimalismo americano. Verranno eseguite due composizioni di De Tijd (Il Tempo) dei primi anni ottanta e Workers Union del 1975. Al centro di De Tijd c'è la fondamentale domanda di Sant'Agostino 'Cosa, dunque, è il tempo?'. Il brano manipola la percezione del tempo musicale, in senso di organizzazione strutturale e dei suoi dettagli tecnici, coinvolgendo l'ascoltatore nella poesia che esso genera. "Workers Union - ha spiegato l'autore - è una mistura di libertà individuale e di severa disciplina: per un lato il ritmo è fissato per tutti in maniera inesorabile; dall'altro lato, le altezze sono indicate solo approssimativamente, su un rigo musicale composto da una sola linea in luogo delle cinque convenzionali. È un pezzo molto difficile da suonare insieme agli altri nel cercare di rimanere in perfetta sincronia". (ANSA).
   

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