(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Gli uccelli come messaggeri di
sacralità ed emblemi della connessione tra terra e cielo, ma
anche come terreno di ricerca, nel tentativo di rendere visibile
attraverso il segno sul marmo, sulla pietra e sul legno il sogno
impossibile di infinito che ogni essere umano nutre dentro di
sè.
Per la prima volta arriva a Roma una selezione di opere firmate
da Constantin Brancusi, protagoniste della mostra "Brancusi:
scolpire il volo", in programma dal 13 febbraio all'11 maggio
all'interno delle Uccelliere Farnesiane.
A cura di Alfonsina Russo, Philippe-Alain Michaud, Maria Laura
Cavaliere e Daniele Fortuna, il percorso si articola in due
distinte sezioni: la prima, dedicata alla scultura, presenta
opere come Il Gallo (Le Coq, 1935), L'Uccellino (L'Oiselet,
1928) e Leda (1920/1926), in cui si evidenzia la rivoluzione del
gesto di Brancusi, che semplificando le forme e con l'intaglio
diretto della materia ha voluto arrivare all'essenza stessa
dell'animale, fedele all'aforisma in cui l'artista affermava:
"Non è l'uccello che voglio rappresentare, ma il dono, il volo,
lo slancio".
La seconda sezione invece è focalizzata sulla fotografia e sul
cinema, linguaggi a cui l'artista si è dedicato negli anni '20 e
'30 del secolo scorso per esaltare le qualità plastiche delle
sue sculture, oltre che per documentarle. (ANSA).
Brancusi a Roma, scolpire il volo tra terra e infinito
Alle Uccelliere Farnesiane una selezione di opere dell'artista