(dell'inviata Claudia Fascia)
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - "Mi sento carne viva, ho voglia di
evolvere e forse, dopo un periodo di buio in cui mi sembrava di
non riuscire a trovare più la passione in quello che facevo - ci
sto riuscendo". La nuova Noemi è uscita dal guscio in cui si era
rintanata da tre anni ed è tornata a fiorire come il "Glicine",
il brano che porta in gara al festival di Sanremo (scritto da
Ginevra Lubrano, Francesco Fugazza, Tattroli e Dario Faini),
"emozionata come fosse la prima volta".
"Sono andata alla ricerca - racconta orgogliosa - di un suono
nuovo che poteva essere quello della mia metamorfosi. Ora ho un
nuovo modo di pensare lo strumento voce". Un disco molto
autobiografico, in cui è riuscita a parlare di sé e delle sue
fragilità, lavorando a stretto contatto con gli autori (tra
questi ci sono Neffa, Dario Faini, Franco126, Federica Abbate,
Roberto Casalino) e i produttori da cui ha deciso di farsi
affiancare. "Prima mi mettevo a disposizione della canzone,
stavolta in qualche modo è la canzone che ha intercettato la mia
situazione emotiva". E così Glicine. Come la pianta rampicante
dalla fioritura delicata, ma in grado di piegare nel tempo il
ferro, e dalle radici robuste, così la donna cantata da Noemi
scopre dentro di sé la forza di rinnovarsi nel momento fragile
della fine di un amore. Lei la forza di rinnovarsi l'ha
ritrovata quando si è resa conto di non amarsi più. "Ho avuto
l'impressione di sentirmi sciatta, un po' imbolsita. Non mi
sentivo a fuoco e neanche la musica mi appassionava più. Perdevo
il controllo sulla mia vita e di conseguenza sul mio corpo. Da
lì è partito il mio percorso. Mi sono ripulita dei dubbi, ho
alleggerito la mente e anche la bilancia. Un repulisti
completo". (ANSA).
Sanremo: Noemi, all'Ariston porto la nuova me
In gara con Glicine, uno dei brani del nuovo album Metamorfosi
