Liguria

Lera Auerbach incanta il Carlo Felice di Genova

il 27 gennaio nel ruolo di pianista e direttrice d'orchestra

Lera Auerbach incanta il Carlo Felice di Genova

Redazione Ansa

(ANSA) - GENOVA, 28 GEN - Carlo Felice stracolmo ieri sera per un concerto d'eccezione proposto nell'ambito della stagione della Giovine Orchestra Genovese. Protagonista la Stuttgart Philharmonic Orchestra con Lera Auerbach nel doppio ruolo di direttrice e pianista. Auerbach è un'artista particolarmente versatile: non è solo direttrice e pianista, è anche compositrice, poetessa e visual artist. "Per me - ha spiegato - tutte le arti sono profondamente connesse: che si tratti di musica, poesia o arte visiva, tutte mi permettono di esplorare le stesse questioni essenziali in modi diversi. Il programma di Genova riflette questa idea di esplorare i contrasti.
    L'Ouverture del Don Giovanni di Mozart prepara il terreno con i suoi drammatici cambiamenti tra luce e oscurità. Il suo Concerto per pianoforte in re minore, K. 466, è ugualmente pieno di tensione e bellezza, un'opera che sembra senza tempo. La Sinfonia n. 6 di Čajkovskij, Patetica, è un viaggio profondamente emozionante, una delle dichiarazioni più profonde sulla vita e la mortalità in tutta la musica. Insieme, questi brani formano una narrazione sulle complessità dello spirito umano". Una visione unitaria, insomma, e non a caso la Auerbach dopo l'Ouverture dal "Don Giovanni" (attaccata con una particolare lentezza in un accumulo di tensione emotiva) ha lasciato la bacchetta sospesa per attaccare subito il Concerto K 466 passando da una partitura all'altra senza soluzione di continuità, in un'unica concezione interpretativa. Musicista di solide basi, l'artista ha diretto Mozart con eleganza, impeto, con una gestualità attenta e un totale controllo dello strumentale, ineccepibile, del resto, in ogni sezione. Nel Concerto, al pianoforte, la Auerbach ha evidenziato una fluidità di fraseggio, una ricchezza di colori davvero ammirevole.
    "Dirigere - ha detto - significa dare forma all'energia, collaborare e guidare gli altri; mentre comporre richiede solitudine; esibirsi richiede vulnerabilità. Tutte hanno le loro sfide, ma ognuna è essenziale per ciò che faccio". Dopo due bis pianistici (Rachmaninov e Scarlatti risolti con brillantezza), la Sinfonia n.6 "Patetica" di Caikovskij ha evidenziato la duttilità della Auerbch che ha affrontato la complessa e splendida partitura con energia e vigore, sottolineando la cantabilità dei temi del compositore russo e nello stesso tempo dando ampio sfogo agli scatti più incisivi e drammatici. (ANSA).
   

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