Marche

Donna truffata da sedicenti operatori di banca e Questura

La polizia riesce a recuperare 11mila dei 17mila euro sottratti

Redazione Ansa

(ANSA) - FABRIANO, 15 LUG - Spoofing: è il nome della truffa di cui è stata vittima una donna di Fabriano (Ancona) e che consiste nella modalità informatica fraudolenta di falsificare l'identificativo del chiamante, in questo caso si è finto che la chiamata arrivasse dalla Questura di Ancona, per generare nella vittima una falsa sicurezza che quanto le è stato richiesto provenga da un'autorità riconosciuta.
    Nella mattina del 10 luglio scorso, una fabrianese ha ricevuto una telefonata da parte di un sedicente impiegato del proprio Istituto bancario, in servizio antifrode, nella quale le rappresentava la necessità di spostare l'intero ammontare del proprio conto corrente. Nel corso della telefonata, l'interlocutore ha rassicurato la donna che a breve avrebbe ricevuto una telefonata di conferma della procedura dalla Questura di Ancona. Poco dopo, un sedicente ispettore della Questura le ha ordinato di eseguire il bonifico, nelle modalità per cui era stato suggerito. La fabrianese, verificando che la telefonata sul proprio smartphone le perveniva effettivamente dal numero assegnato all'Ufficio di Polizia del capoluogo dorico, si è convinta a disporre il bonifico di 17mila euro.
    Immediatamente dopo, però, nel telefonare alla Questura di Ancona per dare conferma dell'avvenuto trasferimento, ha compreso di essere stata vittima di una truffa ben articolata.
    Così ha contattato il commissariato di Fabriano e gli agenti hanno proceduto al sequestro preventivo dell'Iban sul quale era confluita la somma di denaro della fabrianese, riuscendo a immobilizzare 11 dei 17 mila euro carpiti. La destinazione degli altri 6mila euro è attualmente oggetto di indagine per la verifica delle ipotesi penali di riciclaggio ed autoriciclaggio.
    (ANSA).
   

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