Marche

'Giunta ripristini contributo per un immobile confiscato alla mafia'

Isola del Piano, '240mila euro revocati alla Fattoria della Legalità"

Redazione Ansa

(ANSA) - ANCONA, 09 APR - Ripristinare, ed eventualmente aumentare, il contributo di 240mila euro per ristrutturare e supportare il primo immobile sequestrato nelle Marche alla criminalità organizzata, a Isola del Piano nel Pesarese nel 2001, ora Fattoria della legalità. La richiesta alla giunta regionale arriva dal sindaco del piccolo comune, Giuseppe Paolini, che è anche presidente della Provincia di Pesaro Urbino, affiancato da Spi Cgil, Arci e consiglieri regionali Pd e M5s. La vicenda è anche al centro di un'interrogazione presentata in Consiglio il 29 marzo dai dem Micaela Vitri, Andrea Biancani, Maurizio Mangialardi, Manuela Bora, Antonio Mastrovincenzo, Romano Carancini, Fabrizio Cesetti, Anna Casini e dalla capogruppo M5s Marta Ruggeri. "Il contributo assegnato nel 2020 dalla giunta di centrosinistra guidata da Luca Ceriscioli - hanno riferito i promotori dell'iniziativa in una conferenza stampa - era stato revocato dell'amministrazione di centrodestra".
    Attualmente nelle Marche ci sono 98 beni immobili confiscati alle mafie di cui 83 immobili in gestione, 24 confiscati e destinati, 11 aziende in gestione e due destinate. Tra gli immobili confiscati c'è quello di Isola del Piano, due nel Fanese e uno a Cupramontana; a questi se ne aggiungerà un altro (un capannone) nella zona di Vallefoglia. Beni che necessitano di supporto e fondi per gestirli e ristrutturarli, visto che di solito sono in pessime condizioni e situati in piccoli Comuni che non riescono a sostenere le spese. Per questo "era stato concesso nel 2020 un contributo da 240mila euro dalla giunta Ceriscioli, che poi è stato revocato dall'esecutivo Acquaroli".
    Presenti all'incontro, i consiglieri Vitri, Mangialardi e Ruggeri. "Eravamo pronti a partire, - ha lamentato Paolini - quando è arrivata la notizia che il finanziamento era stato tolto". Il presidente ha detto di aver cercato di trattare le cosa in silenzio in questi anni, di aver incontrato il presidente della Regione con rassicurazioni che poi non si sono concretizzate. Sentito sulla richiesta, il presidente Acquaroli ha fatto sapere che conosce la questione e che nessuno è a favore dell'illegalità o della criminalità, assicurando che quando ci sarà l'occasione il contributo verrà reinserito in Bilancio; ha ricordato poi le urgenze che si sono susseguite nelle Marche tra cui l'alluvione, che ha drenato circa 7 milioni di euro l'anno, e i co-finanziamenti di fondi europei per 40-50 milioni.
    Nella Fattoria della legalità, è stato sottolineato durante la conferenza stampa, proseguono comunque le attività didattiche, con gite di studenti e varie attività di sensibilizzazione; c'è anche una famiglia che vi abita: senza contributo però non è possibile ristrutturare il bene e gestirlo risulta piuttosto difficile. "La legalità non ha colore politico, è trasversale. - ha osservato Paolini - Siamo arrivati al 2024 e non è successo nulla. Abbiamo bisogno di vedere una luce accesa nella Fattoria per non pensare che la criminalità abbia vinto".
    La base della richiesta, hanno ricordato i promotori, è la legge 27 del 7 agosto 2017 che promuove la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile in particolare l'articolo 12 per cui la Regione contribuisce al riutilizzo a fini sociali di beni confiscati alla criminalità organizzata, concedendo contributi agli enti locali, per realizzare interventi di restauro, conservazione, arredo, iniziativa. A tal proposito, la consigliera Vitri ha ricordato i contributi previsti, in varia misura, da varie regioni italiane su questo fronte, mentre nelle Marche è stato revocato.
    Mangialardi ha parlato anche di "un'azione simbolica per la politica della giunta, una battaglia di visione e prospettiva da consegnare alle future generazioni: se l'amministrazione revoca il contributo - ha attaccato - e deve essere sollecitata da noi, vuol dire che non ha a cuore quel tema. Preferisce il ruzzodromo al supporto della gestione dei beni confiscati alla mafia".
    (ANSA).
   

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