Molise

Riva resta alla direzione del Macte di Termoli

Pronta la programmazione del 2024

Riva resta alla direzione del Macte di Termoli

Redazione Ansa

(ANSA) - TERMOLI, 16 GEN - Valorizzare le 500 opere della collezione d'arte contemporanea del Macte, creare uno spazio collettivo fatto di relazioni con il territorio, attenzione alla ricerca storico-artistica e ai nuovi linguaggi della produzione di arte contemporanea, implementare i contenuti digitali: sono i cardini attorno a cui ruota il programma 2024 del Museo di Arte Contemporanea di Termoli.
    Il programma 2024 che vede il rinnovo della direzione artistica di Caterina Riva si apre a marzo con la mostra "Ersilia. Praticare l'altrove", a cura di Alice Labor e Ginevra Ludovici. Ersilia, città immaginaria delineata nel libro 'Le città invisibili' da Italo Calvino, e raccontata grazie a due edizioni di successo del podcast di Macte Digital, si materializza nelle sale del museo attraverso gli interventi di Aterraterra, Pietro Ballero, Beatrice Celli, Anouk Chambaz, Allison Grimaldi Donahue, Eleonora Luccarini, Alice Pontiggia, Perla Sardella, Teresa Satta e VacuaMoenia, artiste e artisti che hanno immaginato i luoghi, gli abitanti e le condizioni di vita di Ersilia.
    Nella sala centrale della struttura, come in una piazza, gli interventi degli artisti comporranno un luogo di scambio e condivisione. Installazioni di diversa natura animeranno il Museo termolese, insieme ad eventi speciali nei mesi di apertura, mettendo in dialogo ricerche artistiche con pubblici locali e realtà attive sul territorio.
    Da giugno a settembre, invece, la personale di Salvatore Arancio che porterà al museo Bruno's House, il gruppo di nuove sculture che rielaborano le suggestioni della mitologia orientale e dei racconti popolari europei.
    Da ottobre 2024 a gennaio 2025 sarà, infine, la volta della personale di Irene Fenara, artista vincitrice del Premio mostra alla 63/a edizione del Premio Termoli. La pratica fotografica perseguita e decostruita dall'artista con la ricerca di immagini generate dall'occhio meccanico delle telecamere di sorveglianza sarà il punto di partenza per un'esposizione che mette in scena le immagini che "ci guardano" e circondano. (ANSA).
   

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