(ANSA) - ALESSANDRIA, 25 FEB - "Noi abbiamo trovato le
impronte digitali di Lauro Azzolini. E già quelle, a nostro
avviso, sono una prova della sua colpevolezza".
Nel 2021 il figlio del carabiniere rimasto ucciso alla
Cascina Spiotta, Bruno D'Alfonso, presentò un esposto alla Dda
di Torino suggerendo, fra l'altro, di sottoporre ad analisi
scientifiche la relazione nella sua versione originale, dato che
nei primi processi ci si era limitati ad acquisirne solo una
copia. I pubblici ministeri recuperarono l'incartamento negli
archivi dell'Arma a Milano e nel 2023 lo affidarono al Ris. Il
pm Gatti ha sottolineato che sono state trovate 18 impronte, 11
delle quali riconducibili ad Azzolini.
L'anonimo estensore del documento si servì di una macchina
per scrivere, ma realizzò anche alcuni disegni a mano: sarebbero
quindi rimaste le tracce di una parte di una mano. Prima di
consegnare l'esposto alla Dda, Bruno d'Alfonso collaborò alla
realizzazione del libro "L'invisibile" dei giornalisti Simona
Folegnani e Bernardo Lupacchini, dedicato ai fatti di Cascina
Spiotta. (ANSA).
Cascina Spiotta: pm, di Azzolini abbiamo le impronte digitali
Rimaste su relazione anonima del 1975
