Hanno risposto in massa i cittadini di Foggia all'appello di Libera contro le mafie scendendo per strada e riprendendosi la città dopo la raffica di attentati e un omicidi avvenuti nei primi giorni dell'anno. Lo hanno fatto partecipando a migliaia (20mila secondo la Questura) al corteo a fianco di don Ciotti, ai parenti delle vittime di mafia, ad associazioni, e a rappresentanti delle istituzioni tra cui la ministra Teresa Bellanova, il presidente della Regione, Michele Emiliano, il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.
In corteo anche il destinatario dell'ultimo attentato avvenuto venerdì scorso in città, Cristian Vigilante, manager sanitario a cui è stata fatta esplodere l'autovettura aziendale. Tanta la partecipazione anche del mondo politico nazionale. "Questo è il posto dove devono stare i rappresentanti delle istituzioni - ha detto la ministra Bellanova - perché noi dobbiamo dare forza ai cittadini e insieme a loro gridare ad alta voce che lo Stato è più forte e la criminalità sarà sconfitta". Tra i primi ad aver aderito alla manifestazione di Libera il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Sono qui come tutti i foggiani per dire no a questa gente, per dire che non abbiamo paura, che vogliamo che finiscano in galera". "Dobbiamo contarci uno ad uno, fino a quando non potremo dimostrare nei fatti che siamo di più noi - ha detto Decaro - che noi ci mettiamo la faccia mentre chi si nasconde sono loro, i criminali". Instancabile alla testa del corteo il fondatore di Libera don Luigi Ciotti: "Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Siamo qui per fare emergente i tanti valori della nostra terra affinché ci sia un cambiamento". Il vescovo, monsignor Vincenzo Pelvi ha sottolineato la vicinanza della Chiesa "a coloro che soffrono e che sono tentati dall'indifferenza che è la malattia spirituale di questi tempi".
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