Puglia

Notte Taranta: al festival itinerante 43 concerti e 400 artisti

Dal 4 al 25 agosto attraverserà 21 comuni del Salento

Redazione Ansa

(ANSA) - BARI, 30 LUG - In attesa del concertone finale con Stromae, il 27 agosto a Melpignano (Lecce), la 25esima edizione de La Notte della Taranta tesse la sua 'ragnatela' con con il festival itinerante, dal 4 al 25 agosto, attraversando 21 comuni del Salento con un'edizione su "La tradizione del nuovo". Un festival - sottolineano gli organizzatori - che promuove il dialogo tra musica, danza e poesia, da 25 anni protagonista dell'estate italiana. Un archivio parlante che avvicina il mondo della tradizione salentina alla riproposta, indaga le radici del cambiamento e rilegge la storia della musica popolare attraverso occasioni di pura sperimentazione.
    Saranno coinvolti 400 artisti, 100 le ore di live show, per festeggiare il ritorno del pubblico nelle piazze. Sono 43 i concerti che animeranno le tappe del Festival: tra gli altri ci saranno Menamenamò, Ambrogio Sparagna, Antonio Castrignanò, Ombre Illuminate, Tarantarneo, Tamburellisti di Torrepaduli, Cardisanti, Canzoniere Jonico Pizzicati int'allu core, Francesco Loccisano e Andrea Piccioni. L'Orchestra Popolare La Notte della Taranta sarà protagonista in tre concerti speciali a San Vito dei Normanni, Martignano e Galatina. Il festival, il 7 agosto nella tappa di Sogliano Cavour, ospiterà il concerto-recital dedicato al poeta Antonio Leonardo Verri, 'Fate solo quel che vi incanta'. Quest'anno 'la ragnatela' si arricchisce del progetto Taranters rivolto ai giovani studenti che hanno sviluppato uno spettacolo partendo dalla valorizzazione del grico, lingua dell'area ellenofona del Salento. "Venticinque anni è un'età di bilanci", spiega Luigi Chiriatti, direttore artistico del festival itinerante, secondo il quale la Notte della Taranta ha "portato oltre qualsiasi confine i suoni e i ritmi, che oggi appartengono a un immaginario collettivo condiviso". Massimo Manera, presidente della Fondazione, evidenzia che "non c'è turista che arrivando nei nostri meravigliosi borghi non chieda di ballare la nostra danza ed ascoltare il nostro ritmo identitario". (ANSA).
   

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