(ANSA) - BARI, 26 MAR - In una spettrale e credibile Bari
anni Cinquanta c'è un giovane studente che si ritrova, da un
giorno all'altro, a frequentare le enormi banconote da diecimila
lire dell'epoca conservate dal padre in una spartana cassetta di
ferro. Come mai tutta questa disponibilità? Perché ora questo
ragazzo di 26 anni si può permettere vestiti di lusso e
frequentare il più esclusivo bordello di Bari? A tutte queste
legittime domande risponde PERCOCO IL PRIMO MOSTRO D'ITALIA che
racconta una storia vera accaduta nella notte tra il 26 e il 27
maggio 1956 nel capoluogo pugliese.
"Di fondamentale importanza, per sviluppare i vari aspetti del
mio film, pur rimanendo rigorosamente nel 'realmente accaduto',
è stato l'accesso a tutto il materiale giudiziario e
investigativo custodito presso l'Archivio di Stato a Bari -
sottolinea il regista- . Ho così potuto constatare come
l'intreccio della vera vita di Franco Percoco sia puntellato da
una serie ragguardevole di elementi, narrativi o simbolici, che
sembrano concepiti ad arte per confezionare un true crime
psicologico. Ovvero, un alibi plausibile - la vacanza della
famiglia alle terme di Montecatini come avveniva ogni anno; una
casa libera con una stanza inaccessibile; un'insolita e notevole
quantità di denaro che consentirà a Franco di vivere, anche se
per poco, la vita che desidera". (ANSA).
Percoco, primo mostro d'Italia in una spettrale Bari
In sala la storia noir del maggio 1956 con regia di Ferrandini