Puglia

Piazza per don Giussani a Taranto, vescovo 'attenti ai bisogni'

Intitolata al fondatore di Comunione e Liberazione

Piazza per don Giussani a Taranto, vescovo 'attenti ai bisogni'

Redazione Ansa

(ANSA) - TARANTO, 16 FEB - "Don Giussani ha dato un impulso forte alla vita e alla società. Taranto ha risposto molto bene al suo invito e tanti sono coloro che incarnano e trasmettono quegli insegnamenti, essere attenti ai bisogni e mettersi a disposizione degli altri". Così l'arcivescovo di Taranto Ciro Miniero in occasione dell'inaugurazione della nuova piazza, nei pressi della chiesa santa Rita da Cascia, intitolata a don Luigi Giussani, iniziatore del movimento di Comunione e Liberazione.
    Alla cerimonia hanno partecipato il parroco della chiesa di Santa Rita, don Gino Romanazzi, il sindaco Rinaldo Melucci, autorità civili e militari e tanti cittadini. Presente anche don Filippo Santoro, arcivescovo emerito, che ha parlato di don Giussani come "una presenza educativa importante anche per Taranto, per la città e per la diocesi. Ha trasmesso l'importanza dell'attenzione ai bisogni della gente e del territorio, alle domance che ci sono nel cuore dell'uomo, di offrire l'amicizia come risposta, come ha fatto Cristo con noi, a farsi compagno".
    Don Luigi Giussani, di cui quest'anno ricorrono 20 anni dalla morte, iniziò, negli anni '50, un'esperienza con un gruppetto di liceali che portò alla nascita del movimento di Comunione e Liberazione. Negli anni '70 il Movimento arrivò a Taranto.
    Storica la sua partecipazione alla Settimana della Fede del 1986, invitato dall'allora arcivescovo Guglielmo Motolese.
    Nel tempo sono nate anche a Taranto e provincia realtà ed opere come tentativo di risposta ai bisogni. Tra queste, l'esperienza della scuola per l'infanzia Santa Rita da Cascia, ispirata al modello educativo di don Giussani. "Credo che nel suo messaggio - ha detto il sindaco Melucci - ci sia un insegnamento, un indirizzo per tutti quanti noi, per chi ha ruoli pubblici, di responsabilità, a vivere la comunità con questa pienezza, con questa centralità delle persone, con l'attenzione soprattutto ai più fragili". (ANSA).
   

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