(ANSA) - ROMA, 01 FEB - "Quando Carlo mi ha chiamato, mi ha
detto: Anto, devi dirmi di sì. Ho riso e ho risposto: ti dico di
sì sulla fiducia.
All'Ariston la conduttrice di È sempre mezzogiorno è
particolarmente legata: "Sono sempre stata felice a Sanremo.
Ogni festival ha rappresentato una svolta nella mia vita. Nel
2005 è stata la grande spinta per la mia carriera: sono stata
scelta da Paolo per il successo della Prova del Cuoco, ero la
ragazza di provincia sul palco più importante. Ricordo il mio
stupore, anche in sala stampa: non sapevo neanche come muovermi.
Nel 2010 ho fatto il festival da sola: nessuno ci credeva,
nessuno ha voluto farlo con me, e invece è stata una bella
edizione di successo, con super ospiti come Rania di Giordania,
Jennifer Lopez, Dita von Teese. Ho provato l'emozione di essere
una donna sola al comando: eccomi, ce l'ho fatta. L'anno dopo ho
passato il testimone a Morandi aprendo il festival con la
piccola Maelle sul palco. Poi, nel 2020, un nuovo inizio: ero
stata estromessa dalla Rai, Amadeus mi ha voluto e Coletta
(allora direttore di Rai1, ndr) ha detto che non potevo restare
ai margini: di lì è ripartita la mia carriera, con il programma
del mezzogiorno e The Voice". E il 2025? "Vivo un momento di
assoluta serenità dal punto di vista personale, sono tranquilla
e appagata. Anche stavolta spero di portare sul palco un po' di
autoironia. E poi vediamo cosa accadrà: di solito quando sono lì
capita l'imprevedibile, penso agli spartiti lanciati in aria
dall'orchestra nel 2010 o al caso Bugo-Morgan dieci anni dopo:
l'anello che non tiene, citando Montale", ride. E il look, dopo
quegli abiti sontuosi - 'che fanno provincia', per dirla con
Bonolis - sfoggiati al festival? "Beh, a 60 anni non posso
vestirmi come una principessa Disney: diciamo che stavolta ho
giocato più sulla luce che sulle forme, i miei vestiti saranno
luminosissimi". Sul caso Emis Killa preferisce glissare:
"Rispetto le scelte di tutti". Quanto alle polemiche sui testi
violenti di rap e trap, "mi fido delle scelte di Carlo",
risponde. "E poi il rap è così, dai tempi di Eminem: è sempre
stato un genere di denuncia, di marginalità, di sottocultura se
vogliamo. I ragazzi, anche mia figlia, lo ascoltano".
Soddisfatta della vita nella casa nel bosco, tra gli affetti, la
natura, un po' di esercizi fisici tre volte alla settimana
("detesto fare sport, ma i medici me lo hanno imposto"), nel
2026 Antonella Clerici, 61 anni compiuti il 6 dicembre,
festeggerà 40 anni di Rai: "È un anno importante, sono nata e
cresciuta a Viale Mazzini. Io e Carlo siamo dei Totti, dei
numeri 10 fedeli alla maglia. Altri sono andati via, ma io non
giudico mai: dietro ogni scelta ci sono caratteri e motivazioni
diverse". Rimpianti? "Nessuno. Sono nata a Legnano, papà aveva
un colorificio, mamma era casalinga: ho avuto molto più di
quello che sognavo nella vita, provo riconoscenza e gratitudine,
i sentimenti più belli che cerco di inculcare a mia figlia".
Dopo il festival la aspetta The Voice Senior, con la collaudata
giuria formata da Arisa, Clementino, Gigi D'Alessio e Loredana
Bertè: "Andiamo a scovare splendide canzoni del passato e
soprattutto storie bellissime di persone comuni. C'è un grande
clima di serenità che per me è fondamentale quando lavoro:
patisco molto i contrasti, le liti, le polemiche". E poi c'è
l'appuntamento del mezzogiorno: "Il quotidiano ti dà intimità
con il pubblico a casa, e te la porti dietro anche a Sanremo.
Ecco, ricordo quando entrai sul palco nel 2010, da sola,
terrorizzata. Mi dissi: Antonella, fingi di essere alla Prova
del Cuoco, sii te stessa. Forse sta qui il segreto del successo,
il motivo per cui la gente mi vuole bene: essere famosi è
diverso dall'essere amati, che è un vero privilegio". (ANSA).