L'appuntamento lo ha avuto, ma lui non demorde. "Io non mi arrendo e non sospendo lo sciopero della fame fin quando non ci saranno date certe per tutti gli altri soggetti fragili, con pluripatologie, come me".
Il fisico di Ignazio però inizia a vacillare. "Sono a letto - dice parlando con molta fatica - Il cuore inizia a risentire dei quattro giorni di digiuno. Non è facile. Sto bevendo solo acqua, ma non mi fermo. In tanti, il mio medico per primo, mi stanno dicendo di sospendere lo sciopero della fame, ma non posso". L'ex sindacalista temprato da tante battaglie non arretra, anzi rilancia: "se e quando sospenderò la mia protesta, andrò comunque avanti per la creazione di una class action e per portare il nostro caso in Procura denunciando chi ha la responsabilità di questi gravi ritardi".