Sardegna

Cagliari; Pavoletti 'prima vittoria in A aspettava me'

Il bomber sardi:'voglio la salvezza, non mi sento ancora finito'

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - "Si racchiude tutto nell'amore per Cagliari. Era giusto subito tornare in Serie A e ieri per chiudere un po' il cerchio, sembrava che la prima vittoria in Serie A aspettasse di nuovo me". Il giorno dopo il pazzesco 4-3 in rimonta da 0-3 di Cagliari-Frosinone, il bomber dei sardi Leonardo Pavoletti, autore delle decisiva doppietta nel finale si racconta a Radio-Tv Serie A con Rds. "Ad inizio partita ero fiducioso di vincere, poi quando mi sono ritrovato in campo sul 3-2 - afferma il centravanti del Cagliari - mi sono detto che avrei dovuto metterci lo zampino. Sono quelle partite che possono dare il là ad una stagione diversa, ci mancava ritrovare queste sensazioni belle di cuore, di voglia, di caparbietà, è stata una vittoria cercata e voluta da tutti".
    Poi Pavoletti parla del rapporto con padre e il calcio: "Se mi fossi tolto la maglia nell'esultanza mio padre non me l'avrebbe perdonata, è molto severo, mi manda un papiro a fine partita.
    Lui è veramente il mio fuoco, a volte io non credo a quello che crede lui, mi vede ancora il Pavoletti da 20 gol ed è il mio motore. Ieri però mi ha riempito di complimenti. Mio padre giocava a tennis e lui era il mio eroe, infatti ho iniziato col tennis e solo a 10 anni mi sono dato al calcio. Poi in adolescenza ho provato anche il rugby e me la cavavo bene".
    L'obiettivo stagionale? "Sono all'ultimo anno di contratto e, se dovesse essere l'ultimo, il mio sogno sarebbe fare di tutto per far salvare il Cagliari e lasciare nel migliore dei modi. Stare qui è un regalo ogni giorno, il minimo che posso fare è dare il mio contributo con i gol e con la mia presenza nello spogliatoio, c'è tanto valore umano nella nostra squadra, un allenatore che non ha bisogno che lo presento io e un ambiente serio, non sarà facile ma possiamo farcela".
    Infine Pavoletti risponde ad una domanda sul suo ruolo alla Altafini: "Io vorrei sempre giocare, dico la verità, ma come faccio a dire al mister cosa fare che le indovina tutte? Mi faccio degli esami di coscienza, ad inizio stagione non ero in formissima, di solito il mio vero campionato parte ad ottobre, quindi sono in linea. Non mi sento ancora finito, credo di poter dare ancora qualcosa". (ANSA).
   

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