Sardegna

Regionali '24: centrodestra al completo a tavolo sul programma

Presenti

Redazione Ansa

(ANSA) - CAGLIARI, 05 DIC - Centrodestra al completo al secondo tavolo in vista delle Regionali 2024, convocato all'hotel Flora di Cagliari questa mattina. All'ordine del giorno i punti da inserire nel programma della coalizione che mira a essere riconfermata per altri cinque anni. Tutte le forze politiche della coalizione sono presenti con i loro delegati al programma: Fid, Lega, Psd'Az, Fi, Udc, Riformatori, Grande Centro e Idea Sardegna.
    Si glissa sui nomi in campo per il candidato presidente prima dell'inizio del vertice: "Oggi diamo seguito alle indicazioni dello scorso tavolo - spiega Fausto Piga, per Fdi -, ogni forza politica ha individuato un suo rappresentante, partiremo dalle cose fatte, dagli obiettivi raggiunti, ci sarà poi il momento per individuare i grandi temi del prossimo mandato, da condividere con i territori. Sui nomi stanno altri a decidere".
    Della presenza di Psd'Az e Lega, Piga non è stupito: "Non abbiamo mai avuto dubbi che sarebbero venuti - risponde ai giornalisti -, l'obiettivo è tenere la coalizione unita e se si continuerà così ne guadagnerà la Sardegna".
    L'importanza dell'unità della coalizione è confermata dalla stessa Lega: "Era importante esserci, noi abbiamo sempre lavorato per tenere la coalizione unita", precisato il delegato Ivan Cermelli. Ed è il Carroccio l'unico partito a esporsi, come ha sempre fatto, e a ribadire il nome: "Bisogna ripartire con Solinas, per noi la squadra vincente non si cambia, Solinas è il nostro candidato". E sul programma: "Si può dire che due anni e mezzo di legislatura sono andati via con l'emergenza Covid, ripartiremo dalle cose che avevamo programmato e che non sono state concluse, soprattutto sulla sanità".
    Sul candidato governatore si sbilancia con ironia il coordinatore del Grande Centro Antonello Peru, che ha sempre puntato sul percorso regionale per individuare il nome: "Noi abbiamo le idee chiare, perché in questi giorni siamo diventati più numerosi ma anche molto più rumorosi", ha scherzato Peru rispondendo alla battuta di Solinas di qualche giorno fa che aveva definito i suoi critici interni come "una minoranza più rumorosa che numerosa". (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it