(ANSA) - PALERMO, 04 MAR - "Dare a Leonardo Badalamenti,
figlio di don Tano, le chiavi di 'Casa Felicia', sarebbe una
grande sconfitta per Cinisi, per le giovani generazioni e per
chi ha sacrificato la vita nella lotta alla mafia. Casa Felicia
è stata confiscata a Gaetano Badalamenti, boss di Cosa nostra
mandante dell'omicidio di Peppino Impastato, e assegnata nel
2010 al Comune di Cinisi dall'Agenzia nazionale per i beni
confiscati.
Pochi giorni dopo fu arrestato dalla Dia su un mandato di
cattura internazionale emesso nel 2017 dall'autorità giudiziaria
di Barra Funda (Brasile) per traffico di stupefacenti e falsità
ideologica. Nel maggio 2021 gli fu negata l'estradizione in
Brasile, seguì la scarcerazione. A gennaio 2021 Il Comune ha
dato a Casa Memoria Impastato la gestione del bene, che da
allora è stato visitato da centinaia di giovani. Poi
l'improvvisa notizia arrivata al Comune di Cinisi con sole 24
ore di anticipo: l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla
criminalità organizzata aveva notificato la revoca della
confisca e le operazioni di immissione in possesso erano fissate
per il 25 febbraio, appuntamento rinviato al 29 aprile". Il
Comune, con una delibera, ha dichiarato la volontà di mantenere
la proprietà e il possesso del bene e di avvalersi della facoltà
della restituzione per equivalente. "Per quanto ci riguarda,
dichiariamo l'intenzione di porre in atto la nostra resistenza -
concludono le associazioni - affinché questo bene non ritorni a
Leonardo Badalamenti". (ANSA).
Mafia: associazioni, non ridare Casa Felicia a Badalamenti
Associazioni, cavillo burocratico toglie fiducia nello Stato
