(ANSA) - ROMA, 27 MAR - "Noi non sappiamo il motivo preciso
per cui siamo stati spiati. Quello che è chiaro è il quadro in
cui questo si inserisce quello appunto, per cui la solidarietà è
diventata qualcosa di sovversivo, al punto tale che per spiare
la solidarietà si ricorre a strumenti che servono per la
sicurezza nazionale".
"La solidarietà sembra diventata una questione di sicurezza
nazionale", ha aggiunto don Mattia evidenziando che "se così è,
è chiaramente molto preoccupante. La solidarietà diventa
qualcosa di sovversivo, di controculturale e chiaramente poi si
arriva al fatto che la solidarietà diventa quasi una minaccia
per la sicurezza nazionale". "Questa vicenda è un altro
campanello d'allarme e ci dice che è necessario un cambiamento,
una conversione profonda a livello sociale", ha continuato. "Il
sistema Almasri", il generale libico arrestato a Torino nello
scorso gennaio e rilasciato e rimpatriato, dalle autorità
italiane in poche ore, "continua a essere sostenuto dall'Italia
e dall'Europa e in Libia, come in Tunisia, ci sono persone che
con i nostri finanziamenti sono vittime di torture, e di diverse
forme di schiavitù", ha ricordato don Mattia. "Il loro grido
sembra tante volte lasciarci indifferenti e questo mi fa paura -
ha dichiarato - l'indifferenza, il menefreghismo fanno paura
perché rimane inascoltato il grido dei poveri". "Questo grido
arriva e trova i nostri cuori induriti, incapaci di provare
compassione", ha concluso. (ANSA).
Don Ferrari, spiata la solidarietà perché considerata minaccia
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