(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Pensieri, sogni e segreti possono nascondersi ovunque. Anche nel fondo di un cassetto.
In questo progetto di artsharing, coordinato da Penelope Filacchione, ogni allieva ha ricevuto da Simona Gasperini il cassetto di un vecchio mobile di legno e un piccolo libro antico affinché, attraverso la tecnica del collages e la pittura, venissero trasformati in 'soggetti narranti' della propria identità, del proprio modo di essere e di pensare. E il risultato è davvero sorprendente se si pensa che molte di loro sono persone comuni, che non si erano mai cimentate prima, direttamente, con l'arte o la letteratura.
Le loro opere, ora esposte sino al 26 marzo a Roma, al Villino Corsini, nella Biblioteca che si trova all'interno di Villa Pamphili, sono diventate dei piccoli diari intimi, colorati, ricchi di mille particolari, sfumature e di tanta poesia. Il frutto di un lavoro collettivo, durato complessivamente 30 ore, che si è trasformato in un momento di confronto, condivisione e studio corale dei versi di Emily Dickinson.
"Siamo molto contenti di ospitare questa mostra - dice la direttrice della Biblioteca del Villino Corsini Anna Barenghi - perché vogliamo dar voce e spazio ai vari progetti che uniscono l'arte alla letteratura. Oltre a questo dedicato ad Emily Dickinson ospiteremo anche incontri dedicati a Carmelo Bene e a Pasolini nel centenario della sua nascita". Le artiste che hanno raccontato loro stesse nei cassetti de "La stanza di Emily" sono, oltre alla stessa artista Simona Gasperini, anche Emanuela Casini, Maria Luisa Giuliani, Liliana Grana, Mapi, Silvana Perfetti, Cristina Renzoni, Sandra Ritter, Tania Russo, Patrizia Verrecchia. (ANSA).
Mostre: un cassetto antico in cui nascondere se stessi
Workshop di Simona Gasperini al Villino Corsini a Villa Pamphili