(di Alessandra Baldini)
(ANSA) - NEW YORK, 25 SET - Un gigante dell'arte
contemporanea con una carriera di quasi 70 anni. Due mostre
speculari a Filadelfia e New York.
Johns, che vive e crea ancora a Sharon nel Connecticut, non
ha voluto aver niente a che fare con l'organizzazione di quello
che l'anno scorso avrebbe dovuto essere un omaggio ai suoi 90
anni, ma che la pandemia da Covid ha rinviato di mesi. "Una
notte ho sognato di dipingere una grande bandiera americana.
Così, il mattino seguente, mi sono alzato e sono andato a
comprare il materiale per realizzarla", aveva raccontato in una
intervista negli anni '70 parlando del primo esempio di quella
che sarebbe diventata una lunga serie, ma il Whitney di New York
e il Philadelphia Museum of Arts, che pure li includono, sono
andati oltre le iconiche variazioni su vessilli a stelle e
strisce, tirassegni e numeri per cui Johns e' famoso in tutto il
mondo.
Merito dei curatori Scott Rothkopf e Carlos Basualdo che
hanno esplorato, partendo da prospettive diverse, le molte facce
di un autore tra i piu' prolifici del Novecento. Va a Filadelfia
l'onore di mostrare il primo esemplare del 1954-55, generato dal
sogno di quella notte e che l'artista impiego' quasi sei mesi
per creare applicando pezzi di giornali alla tela con pennello e
encausto mentre il Whitney presenta "Good Time Charley" del
1961, uno dei molti quadri dipinti dopo la traumatica rottura da
Robert Rauschenberg. "Jasper Johns e' il piu' influente artista
americano vivente che per decenni ha prodotto opere radicali
contrassegnate da una costante reinvenzione", spiega il museo
neyorchese che in una galleria ricrea la personale del 1968 da
Castelli (la prima, del 1960, e' in mostra a Filadelfia).
Ispirate dal fascino esercitato su di lui dagli specchi e dai
doppi - immagini gemelle che si somigliano ma non sono identiche
- le due meta' della mostra sono una il riflesso dell'altra. La
visita a uno o all'altro dei musei da' la cronologia, vederle
entrambe e' una esplorazione innovativa delle molte fasi e
aspetti e capolavori di una carriera in continua evoluzione: se
al Whitney il focus e' la South Carolina, dove Jones e'
cresciuto, Filadelfia affronta il Giappone, dove l'artista fece
il soldato durante la guerra di Corea e che lo ispiro' a uscire
dai canoni della prospettiva occidentale.
Quella bandiera di oltre 65 anni fa divise i critici:
attaccava o glorificava l'idea dell'America? Johns torno' su
quel soggetto decine di volte e la versione del 1958, "Three
Flags", e' al Whitney. C'e' anche "Painted Bronze" del 1960,
frutto di una sfida che Willem de Kooning aveva lanciato al
gallerista Leo Castelli. Johns - disse De Kooning - avrebbe
potuto vendere qualsiasi cosa, anche due lattine di birra.
Jasper rispose con la scultura in bronzo delle lattine una delle
quali molto piu' leggera, come dopo esser stata consumata e
Castelli trovo' il compratore. (ANSA).
Jasper Johns: in mostra-evento 65 anni di arte
Bandiere, bersagli e non solo tra Whitney e Filadelfia