(ANSA) - NAPOLI, 18 MAG - Sette morti e più viva che mai:
Marina Abramović porta a Napoli l'amata Maria Callas, dal palco
del San Carlo alla mostra negli spazi di Lia Rumma, gallerista
che con lei collabora da un ventennio tenendo saldo il
rapporto profondo con una città 'passionale e vulcanica'. Dopo
il debutto italiano di '7 Deaths of Maria Callas', prima opera
lirica scritta, diretta e interpretata dalla regina della
performing art , il progetto prosegue quindi con la nuova
personale, visitabile fino al 2 luglio.
E l'identificazione, anche fisica, tra le due Divine, sembra
ancora più intima. ''Le donne soffrono in eterno per amore e in
eterno muoiono in tanti modi. È un tema che, a me come donna,
sta a cuore. Il mio lavoro è molto emozionale, tocca l'amore, la
morte, il dolore, la sofferenza, la perdita, il tradimento: temi
di cui è fatta l'arte'' è il manifesto dell'artista di origine
serba. Ed è su questo fil rouge che s'inseriscono le altre opere
,fotografiche: Artist Portrait with a Candle(B), 2012;
Holdingthe Skeleton, 2008/2016; il dittico Portrait with Skull
(EyesClosed), 2019. (ANSA).
Mostre: Abramovic a Napoli, 'Seven Deaths' nel mito Callas
Nuova personale alla Galleria Lia Rumma, fino al 2 luglio
