Cultura

Venezia in musica, da Led Zeppelin a De André

Documentari su Bosso, Cohen, Morricone e a Giornate c'è Vanoni

Redazione Ansa

La musica ai festival del cinema tra Venezia, Cannes, Roma, Berlino è diventata da qualche anno un classico e oltre agli eventi per il pubblico (dagli storici concerti per ragazzi dell'era di Gillo Pontecorvo direttore della Mostra al Lido fino ai ritmi gipsy di Tony Gatlif sulla spiaggia della Croisette) sono sempre di più le anteprime mondiali di documentari che raccontano la musica. Venezia quest'anno è da record con tante opere fuori concorso, si va dal cult assoluto dei Led Zeppelin, primo film autorizzato in 50 anni, al monumentale omaggio di Tornatore a Ennio Morricone, dal ritratto di Ezio Bosso a quello di De Andrè fino al racconto trasversale di tutte le cover del capolavoro di Cohen Hallelujah. Alle Giornate degli autori invece una grande artista italiana, Ornella Vanoni, si racconta a Elisabetta Fuksas in Senza Fine, mentre Francesco Lettieri ci fa immergere nella realtà della nuova scena indie, la trap romana dedicato a Nic, in arte Lovely Boy il suo secondo film.
Ecco nel dettaglio un percorso in musica al Lido: HALLELUJAH: LEONARD COHEN, A JOURNEY, A SONG di Daniel Geller, Dayna Goldfine (prodotto dal premio Oscar Morgan Neville e Jonathan Dana) esplora la vita del poeta e cantautore canadese morto nel 2016 a 82 anni attraverso la lente di quella che è probabilmente la sua opera più famosa, l'inno "Hallelujah", che è stato ripreso innumerevoli volte da altri artisti nel corso degli anni, una delle canzoni più riconosciute e coverizzate da qualsiasi artista che aveva approvato nel 2014 l'idea del film.
"Ognuno ha la sua versione preferita di Hallelujah, che si tratti di Jeff Buckley, John Cale, kd lang, Brandi Carlile o l'originale di Leonard Cohen - hanno detto i produttori - questo inno trascende i generi e le generazioni". Il Leonard Cohen Family Trust ha messo a disposizione dei registi quaderni, diari e fotografie personali inediti, filmati di performance e registrazioni audio e interviste estremamente rare.
DEANDRÉ#DEANDRÉ. STORIA DI UN IMPIEGATO di Roberta Lena (prodotto da Intersuoni, Nuvole Production e Nexo Digital, che lo distribuirà in sala il 25, 26, 27 ottobre) . E' l'omaggio del figlio Cristiano al padre e anche un commovente passaggio di testimone. Il film si basa sul concerto/spettacolo del concept-album pubblicato nel 1973 da Fabrizio De André che il figlio Cristiano ha riarrangiato e portato in tour con successo per due anni. E propone uno sguardo diverso, speciale e intimo del grande cantautore, svelando memorie mai confessate.
BECOMING LED ZEPPELIN di Bernard MacMahon (prodotto da Allison McGourty): Jimmy Page, John Paul Jones e Robert Plant e poi il compianto John Bonham (morto nel 1980) ossia i Led Zeppelin come non li avete mai visti. Il regista ha avuto un accesso senza precedenti alla mitica rock band, segnando la prima e unica volta che il gruppo ha partecipato a un documentario in 50 anni.
Il film ripercorre i percorsi individuali dei quattro membri della band mentre si muovono attraverso la scena musicale degli anni '60, suonando in piccoli club britannici e suonando alcuni dei più grandi successi dell'epoca, fino a quando le loro strade si incrociano nell'estate del 1968 a Londra per una prova che cambierà per sempre le loro vite. Insieme vanno alla conquista dell'America diventando nel 1970 la band numero uno al mondo.
ENNIO di Giuseppe Tornatore (coproduzione Italia-Belgio-Cina-Giappone, prodotto da Gianni Russo e Gabriele Costa per piano B Produzioni Srl, in sala in Italia con Lucky Red) Un "romanzo audiovisivo" lo definisce il regista incentrato sulla formidabile parabola esistenziale ed artistica di uno dei musicisti più amati del '900. Ennio racconterà anche aspetti poco noti, come la sua passione per gli scacchi e l'origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per l'urlo del coyote che gli suggerì il tema de Il buono il brutto, il cattivo. "Ho lavorato trent'anni con Ennio Morricone - ha dichiarato Giuseppe Tornatore - Durante tutto questo tempo il nostro rapporto di amicizia si è consolidato sempre di più. E oggi si è avverato il sogno".
EZIO BOSSO. LE COSE CHE RESTANO di Giorgio Verdelli (da Sudovest Produzioni, Indigo Film con Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane solo il 4, 5, 6 ottobre per Nexo Digital)- Dopo Paolo Conte, Via con me arriva il ritratto del musicista scomparso il 14 maggio 2020. Interviste, pensieri in prima persona del pianista e direttore d'orchestra torinese, che offre una testimonianza viva del suo mondo.

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