Il termine più usato dai critici per descrivere The Creator, in sala dal 28 settembre con Disney, è visual. E non a caso perché quello che impressiona davvero di questo sci-fi a firma di Gareth Edwards, a parte le molte citazioni, è lo straordinario apparato visuale, le immagini che creano una nuova epica.
The Creator, che prende il via all'indomani di un evento catastrofico, ovvero la decimazione di Los Angeles da parte dell'intelligenza artificiale, un disastro con tanto di Ground Zero e un milione di morti, mostra come i governi occidentali rispondano mettendo al bando l'IA, mentre la Nuova Asia continui a sviluppare queste tecnologie, al punto che i robot sono diventati simili agli esseri umani e accolti come pari. Questo scatena una guerra tra Occidente e Oriente, America contro Asia, che fa da sfondo alla storia, una guerra in cui, tra l'altro, non sono certo i robot i più cattivi. Tornando ai primi giudizi su questo film, non sono la storia e i dialoghi ad aver impressionato, ma come già detto le immagini. Alla domanda cosa suscita The Creator?, c'è chi risponde "è visivamente sbalorditivo", chi lo definisce "cinematograficamente splendido" e chi, come il sito Collider, usa il termine "fenomenale" e con un direttore della fotografia "da tenere d'occhio come l'israelo-americano Oren Soffer. Da lui uno splendido fotogramma uno dopo l'altro". Sull'accoglienza del diverso, sull'inclusione, un tema molto presente in The Creator, ha sottolineato il regista: "Viviamo in un mondo in cui abbiamo paura delle persone diverse da noi, in cui siamo sempre più polarizzati. A volte siamo convinti che coloro che non condividono i nostri valori siano i cattivi e noi i buoni. Volevo provare a esplorare - ha spiegato Edwards - il tipo di situazione in cui, dopo aver avuto un enorme pregiudizio nei confronti di un certo gruppo, alla fine vieni catapultato proprio in quel gruppo e devi conviverci, o comunque trovare il modo di uscirne vivo".
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