(dell'inviata Mauretta Capuano)
(ANSA) - TORINO, 20 MAG - Si ferma la crescita dell'online
che proseguiva ininterrotta dal 2019, mentre le librerie fisiche
continuano a recuperare terreno dopo il crollo nel 2020 a causa
delle chiusure dovute alla pandemia. A livello di quote, le
librerie superano la metà delle vendite con il 52,4%, l'online
si ridimensiona al 43%, la grande distribuzione cala ancora fino
al 4,6%.
Anche Giuseppe Laterza ha fatto presente che "il mercato vive
nella diversità. Dobbiamo chiedere con forza al governo, non
solo a Franceschini, di selezionare le librerie fisiche. Il
problema è la bibliodiversità e il libro è uno strumento di
coesione sociale".
Sandro Ferri ha posto l'accento sul "problema della
distribuzione, che dovrebbe arrivare a raggiungere tutte le
librerie nel paese, anche quelle più periferiche. Sarei anche
favorevole a limitare la 18App solo alle librerie fisiche,
incentivando così i giovani ad andare nelle librerie
indipendenti". D'accordo "che si dovrebbe fare di più per le
librerie fisiche e indipendenti" Antonio Sellerio e anche che
bisognerebbe "restringere la App 18 alle librerie fisiche perché
porterebbe i ragazzi appena maggiorenni a frequentale" .
Selva Coddè si è soffermato soprattutto sui canali e ha
sottolineato come "rispetto a questi primi mesi del 2022 abbiamo
avuto una flessione rispetto al 2021 ma, rispetto al 2019, una
crescita che oramai possiamo dare per consolidata. Il dato
nasconde delle evoluzioni a livello di canali: è vero che c'è un
calo dell'online nel 2022 rispetto al 2021, ma comunque siamo su
livelli molto più alti del 2019. In questo contesto, alcuni
canali fisici reagiscono, ma non c'è un trend unico in questo
senso".
Armando non ha nascosto di essere "uno di quei piccoli editori
che dipendono da Amazon per oltre il 50% delle loro vendite". La
Donnini ha invitato a rivolgere lo sguardo ai giovani:" hanno
ricominciato a leggere, fanno comunità ma stanno modificando in
maniera radicale il modo di comprare i libri. Il social non
maneggiabile è Tik Tok. E' un fenomeno che non riusciamo a
governare, ma di cui dobbiamo stare attenti. Il nostro mestiere
lo dobbiamo cambiare".
I "ragazzi leggono eccome" ha spiegato Gorgani ma, "di fronte al
loro autonomizzarsi su questo fronte dovremmo farci una domanda.
Cosa abbiamo sbagliato? Perché non siamo stati capaci?". (ANSA).
Crescono librerie fisiche, editori 'Sosteniamo indipendenti'
A Salone del Libro dati Aie, appello e attenzione a nuovi canali
