Cultura

Aurore D'Hondt, racconto a fumetti la deportata Ginette Kolinka

Con l'incoraggiamento di una delle ultime sopravvissute

Redazione Ansa

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 26 GEN - AURORE D'HONDT, GINETTE KOLINKA.
    TESTIMONIANZA DI UNA SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU (BECCO GIALLO, PP 240 EURO 22). È diventa un graphic novel la storia di Ginette Kolinka deportata a Birkenau quando aveva 19 anni, una delle ultime sopravvissute della Shoah in Francia, quasi centenaria, che porta tatuato sul braccio il numero di matricola 78599. A realizzare il fumetto è stata una giovane disegnatrice autodidatta, Aurore D'Hondt che ha portato avanti il progetto dopo aver sentito la testimonianza della Kolinka in un incontro all'Isen di Brest, una scuola di ingegneria informatica, nell'aprile del 2019. All'epoca Aurore aveva 19 anni, la stessa età di Ginette quando è stata arrestata.
    "Per me è stato un vero schiaffo in faccia. Sentendo questa anziana signora parlarmi dei suoi 19 anni all'epoca in cui io ne avevo 19, non potevo rimanere insensibile al suo discorso.
    Mentre ascoltavo la storia di Ginette non potevo fare a meno di pensare che gli anni che stavo vivendo le erano stati portati via nel modo più orribile possibile. Questo pensiero mi ha accompagnato durante tutta la creazione di questo fumetto" racconta all'ANSA Aurore D'Hondt che è stata incoraggiata dalla Kolinka a proseguire con il fumetto.
    Studentessa di ingegneria, specializzanda in tecnologie biomediche, D'Hondt, che ora ha 24 anni e vive tra Brest e Parigi, ha incontrato la deportata diverse volte per la realizzazione della biografia a fumetti 'Ginette Kolinka.
    Testimonianza di una sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau' arrivata in libreria per BeccoGiallo, nella traduzione di Stefano Andrea Cresti, per la Giornata della Memoria.
    "L'idea di questo fumetto è nata da un progetto scolastico che ho realizzato durante il mio primo anno di ingegneria. Per prepararci alla visita della signora Kolinka - che ogni anno veniva a parlare nella mia scuola - i miei insegnanti ci hanno incoraggiato a creare progetti che rendessero omaggio alla sua testimonianza. Agli studenti è stata data carta bianca. Dato che fin da piccola ho avuto una passione per il disegno, è stato naturale per me realizzarne una serie che ripercorressero la storia della sua deportazione. Questo progetto è stato poi selezionato insieme ad altri per far parte di una mostra in un museo non lontano dalla mia scuola" dice Aurore del suo primo graphic-novel. "La signora Kolinka era presente all'inaugurazione della mostra. Quindi la prima volta che l'ho incontrata di persona è stato davanti ai miei disegni. Qualcosa si è cristallizzato in quel momento. Mi ringraziò per aver disegnato alcuni passaggi della sua storia, e ricordo di aver pensato tra me: 'Ma signora, è tutta la sua vita che voglio disegnare per renderle omaggio'. È stato da quel giorno in poi che mi è venuta l'idea per questo fumetto" spiega.
    Da quel momento Aurore ha fatto di tutto per rivedere Ginette che il 4 febbraio compirà 99 anni "ma è sempre in movimento, a testimoniare nelle scuole, ha un'agenda da ministro!" dice la disegnatrice. "Ogni volta che ha visitato la mia regione la ho incontrata per mostrarle lo stato di avanzamento del mio lavoro.
    Successivamente ho ottenuto il suo numero di telefono e il suo indirizzo. Così abbiamo iniziato una piccola corrispondenza. Per me era importante mostrarle cosa stavo facendo. Non sarei potuta andare avanti senza conoscere la sua opinione".
    Sopravvissuta ai campi di concentramento dove è stata da aprile del 1944 a giugno 1945, Ginette Kolinka nata Cherkasky, che per molti anni è rimasta in silenzio, nella nota d'apertura si rivolge ai lettori ai quali dice: "È la mia storia, l'ho subita.
    Tanti sono morti (tutta la mia famiglia), non sono più tornati.
    Un odore non si descrive. Le percosse non potete sentirle. Io sì. Le ho ricevute. Non potete vedere colei che le subisce svenire ai piedi dell'aguzzina". Nato in collaborazione con la Fondazione per la Memoria della Shoah, candidato al prestigioso Premio Une Case En Plus 2024, il fumetto è una testimonianza visiva e narrativa cruda e asciutta e per questo ancora più incisiva, accompagnato anche da brevi schede storiche. "È molto importante continuare a tramandare queste storie, per non dimenticarle. Sono una delle ultime generazioni ad avere la fortuna di ascoltarle da testimoni viventi. Dopo di loro toccherà a noi raccontare le loro storie. Il dovere di ricordare è più che importante, per evitare che la storia si ripeta" sottolinea Aurore per la quale se c'è una frase da ricordare nella testimonianza di Ginette è: "'Ecco dove porta l'odio'. Non ha senso odiare gli altri perché sono diversi. Siamo tutti umani. Questo pensiero è l'essenza della testimonianza di Ginette". (ANSA).
   

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